In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Il salto ai 2 nm non riguarderà soltanto Qualcomm e Apple, perché anche MediaTek ha ormai messo le carte sul tavolo, e la conferma è arrivata da una fonte tutt’altro che casuale: Vivo. Nell’ultima di una lunga serie di anticipazioni sulla prossima famiglia di top di gamma, il produttore cinese ha lasciato intendere che il chip del modello più ambizioso sarà costruito su un nodo di classe 2 nm, aprendo così un nuovo capitolo nella corsa ai processori mobile più avanzati.
La famiglia in questione è la Vivo X500, e sì, il numero 400 è stato saltato di netto. Non per capriccio di marketing, ma per una questione scaramantica molto radicata nei mercati asiatici, dove il numero 4 ha una pronuncia sgradevolmente simile alla parola morte. Una tradizione che i produttori cinesi rispettano da anni senza troppe spiegazioni.
Blue Crystal × Dimensity, il chip nato da un accordo a quattro mani
Il dettaglio più interessante lo ha messo nero su bianco Han Boxiao, product manager di Vivo, che ha parlato di un processore sviluppato congiuntamente con MediaTek. Il nome scelto è Blue Crystal × Dimensity, una formula che tradisce subito la natura ibrida del progetto: non un chip completamente su misura, ma qualcosa che si potrebbe definire semi custom, con la base MediaTek e un intervento sartoriale firmato Vivo.
Sul nodo produttivo il dirigente non si è sbilanciato, e nemmeno sulla fonderia. L’ipotesi più solida punta su TSMC, semplicemente perché l’unica alternativa con una linea a 2 nm già operativa sarebbe Samsung, e un cambio di rotta così drastico da parte di MediaTek sarebbe difficile da giustificare. Quasi certamente si tratta di una variante speciale del Dimensity 9600 Pro, atteso al debutto nel giro di poche settimane.
Il punto è capire quanto in profondità arrivi la personalizzazione. Le strade sono due: un semplice ritocco delle frequenze operative, come già visto più volte con gli Snapdragon in versione For Galaxy, oppure un lavoro strutturale più serio. E gli indizi diffusi da Vivo sembrano puntare nella seconda direzione.
CPU a tre cluster e un occhio puntato su foto e video
La configurazione della CPU descritta dall’azienda è del tipo tri cluster 2+3+3. Nel dettaglio, due core ARM C2 Ultra per le prestazioni di punta, tre core C2 Premium nella fascia intermedia e tre core C2 Pro riservati ai carichi di lavoro più leggeri, quelli che riempiono la giornata tipo di uno smartphone senza chiedere troppa potenza. Accanto arriverà anche una nuova GPU, che sulla carta dovrebbe guadagnare terreno sia in termini di potenza bruta sia di consumi.
Vivo però ha scelto di battere soprattutto su un altro tasto, quello dell’imaging. La promessa è la solita, foto e video di qualità superiore, ma con qualche specifica concreta a sostenerla. La più rilevante riguarda una sezione hardware dedicata alla registrazione video professionale in formato Log, pensata per chi lavora in post produzione. Il supporto arriva fino ai filmati in 4K a 120 fps con profondità colore a 10 bit, materiale che si presta a essere manipolato in fase di montaggio senza perdere informazioni.
Un pacchetto che colloca il futuro Vivo X500 Pro nella fascia degli smartphone pensati anche per un uso creativo semiprofessionale, con MediaTek che si presenta al tavolo dei 2 nm con un partner disposto a mettere mano al progetto invece di limitarsi ad acquistare il chip a catalogo.










