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Un piccolo robot a forma di papera sta attirando parecchie attenzioni nel mondo della robotica di consumo, e si chiama Microduck. Nato dalla collaborazione tra Hugging Face, la piattaforma diventata punto di riferimento per gli strumenti di intelligenza artificiale, e Pollen Robotics, questo aggeggio con le zampette e un occhio a telecamera costa EUR 343, circa 370 euro, e sembra il primo segnale di un’ondata di robottini carini pensati per addestrare l’AI. Non è un giocattolo qualunque, anche se a prima vista lo sembra parecchio.
Chi ha seguito il settore negli anni Dieci si ricorderà bene di quella stagione di piccoli robot programmabili che sembravano promettere chissà cosa. Le sfere rotolanti di Sphero, i droidi ispirati a Star Wars, il piccolo Anki Cozmo con quel suo aspetto da Wall-E in miniatura. Erano divertenti, si prestavano agli esperimenti, ma i comportamenti emergenti restavano fuori portata. La tecnologia semplicemente non c’era. Microduck arriva in un contesto completamente diverso, e questo cambia il senso dell’operazione.
Microduck: come è fatto e cosa sa fare
L’estetica è un incrocio curioso tra i droidi BDX di Disney, quelli che camminano ondeggiando grazie all’hardware Nvidia, e la papera dispettosa di Untitled Goose Game. Ha zampe corte, un occhio che è una telecamera e un becco che funziona anche da pinza, quindi può afferrare oggetti e portarli in giro. Sotto le zampe ci sono delle ruote, il che gli permette di pattinare invece di limitarsi a camminare. A bordo trovano posto sensori IMU per il tracciamento del movimento e un sensore di profondità.
Secondo Pollen Robotics, il robot funziona anche da solo, come giocattolo autonomo. Si può guidare con un gamepad, reagisce ai puntatori laser e può esplorare l’ambiente circostante in autonomia. Ma la ragione per cui esiste va oltre il passatempo. I comportamenti emergenti e l’addestramento dell’intelligenza artificiale sono parte integrante del progetto, che punta a essere una piattaforma di test per AI e robotica in formato ridotto e accessibile.
C’è poi un dettaglio che aggiunge personalità alla faccenda. Ogni Microduck avrà i propri suoni e la propria voce, diversa dagli altri esemplari, e sarà in grado di interagire con altri Microduck. Il che apre scenari abbastanza divertenti, considerando che due o più di questi cosi nella stessa stanza potrebbero mettersi a fare cose non del tutto prevedibili.
Non è il primo tentativo di Pollen con Hugging Face
Vale la pena ricordare che Microduck è il secondo robot nato dalla partnership tra le due aziende. Il primo si chiamava Reachy Mini ed era un robot da scrivania, fermo, senza capacità di movimento nello spazio. Il passaggio a un modello mobile racconta bene la direzione: portare l’addestramento dei modelli fuori dal desktop e dentro un ambiente reale, con tutti gli imprevisti che questo comporta.
La sensazione è che questo tipo di prodotto stia per diventare affollato. OpenAI dovrebbe lavorare a una sorta di dispositivo robotico mobile con speaker e telecamera. Apple starebbe valutando un HomePod semirobotico. E i produttori storici di robot giocattolo potrebbero tornare in gioco con kit addestrabili tramite intelligenza artificiale, ammesso che non ci stiano già lavorando.
Quando arriva e dove si compra
Il preordine è già aperto sul sito di Pollen Robotics. Le consegne sono promesse per la fine dell’anno, indicativamente intorno a Natale secondo l’azienda, con disponibilità in Nord America, Regno Unito ed Europa. Il prezzo resta quello indicato, EUR 343, quindi intorno ai 370 euro al cambio attuale.
Difficile non notare quanto il posizionamento sia furbo. Una cifra contenuta per un dispositivo che non è solo un gadget da mensola, ma uno strumento vero per sperimentare con la robotica e i modelli di intelligenza artificiale, senza dover investire migliaia di euro in piattaforme professionali. Il fatto che sia anche una papera che pattina, poi, non guasta.










