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Con Mistral Large 4 la Francia mette sul tavolo un nuovo modello di intelligenza artificiale pensato per ridurre la dipendenza dell’Europa da Stati Uniti e Cina. In un settore in cui chi possiede le tecnologie più avanzate controlla di fatto il futuro dell’economia e dell’informazione, la partita finora si è giocata quasi tutta tra due poli. Da una parte ci sono gli americani di OpenAI e Anthropic, dall’altra c’è Pechino. Il Vecchio Continente prova adesso a ritagliarsi uno spazio proprio, per non restare un semplice cliente costretto ad accettare regole scritte altrove. E la differenza principale rispetto ai sistemi d’oltreoceano sta proprio nel modo in cui il programma funziona.
Un modello da far girare sui propri computer
Normalmente chi utilizza questi strumenti avanzati deve collegarsi ai server delle aziende americane, che si occupano di elaborare dati e documenti. Mistral, società fondata a Parigi nell’aprile 2023, ha scelto la strada opposta. Dal 27 ottobre chiunque potrà scaricare il modello e installarlo sulle proprie macchine, che si tratti di un ospedale, di una banca o di un ministero. Le informazioni riservate rimangono così all’interno dei sistemi locali, lontane dallo sguardo delle Big Tech e dei governi stranieri. Quando servirà connettersi alla rete per recuperare altri contenuti, Large 4 si appoggerà a server collocati in Europa e quindi soggetti alle regole dell’Unione.
Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, legge il debutto come un passaggio significativo e individua il vero valore dell’operazione nella natura a pesi aperti del sistema. “Il lancio di Mistral Large 4 è un segnale importante per l’Europa perché dimostra che anche nel nostro continente è possibile sviluppare modelli di frontiera competitivi a livello globale. Il punto più rilevante è la possibilità di disporre di un modello europeo a pesi aperti, che imprese e pubbliche amministrazioni potranno implementare sulle proprie infrastrutture, mantenendo un maggiore controllo sui dati, sulla sicurezza e sulle tecnologie utilizzate, invece di dipendere dalle condizioni dei fornitori americani o cinesi”.
Chip, energia e investimenti restano il vero ostacolo
Un buon software, però, non basta per vincere da soli la competizione globale. Questi giganti digitali hanno bisogno di chip molto costosi che l’Europa continua ad acquistare all’estero, oltre a enormi quantità di energia e a investimenti che oggi non reggono il paragone con la Silicon Valley o con l’Asia. Lo stesso Piva invita a tenere i piedi per terra: “Questo, naturalmente, non significa che l’Europa abbia risolto il problema della dipendenza tecnologica, che rimane in molti ambiti a partire dai chip e dalla capacità computazionale, e della scarsità di investimenti, la cui entità resta lontana da quelli d’oltreoceano. Inoltre, le prestazioni dichiarate andranno verificate in modo indipendente”.
Secondo l’esperto, comunque, il progetto francese ha un peso preciso nel quadro continentale. “Mistral rappresenta un tassello importante di una strategia che mira a ridurre le dipendenze critiche e ad aumentare le alternative a disposizione di imprese e istituzioni europee. La vera sfida ora sarà trasformare questa capacità tecnologica in adozione industriale e valore economico su scala europea”.
Sul fronte commerciale la startup parigina non parte da zero. Collabora già con oltre 125 grandi aziende, tra cui Airbus, Asml e Hsbc, e alcune di queste hanno contribuito all’addestramento di Large 4. Prima della pubblicazione del 27 ottobre la compagnia francese diffonderà ulteriori dettagli su come è stato costruito il modello, su come è stato perfezionato dopo la fase di addestramento e soprattutto sui test di sicurezza superati. Un aspetto decisivo, considerando i recenti casi di concorrenti americani i cui sistemi si sono rivelati troppo facili da forzare e manipolare.
Fonte: TecnoAndroid








