Vanilla Sky resta l’unico remake nella carriera di Tom Cruise, e c’è un dettaglio curioso legato alla sua lavorazione che pochi conoscono. Un trucco visivo nascosto in una delle scene più celebri del film, pensato apposta perché nessuno potesse capire in che periodo fosse stato girato. Una scelta furba, quasi da orologiaio, che merita di essere raccontata.
Prima di arrivare al film di Cameron Crowe però vale la pena fare un passo indietro. Chi ha una certa età ricorderà sicuramente Apri gli occhi, il lungometraggio spagnolo con cui Alejandro Amenábar lasciò a bocca aperta un’intera generazione. Meno facile invece ricordarsi di Vanilla Sky, il tentativo americano di rifare quella stessa storia, portato avanti da Crowe con risultati diciamo altalenanti.
Un remake che Tom Cruise ha voluto con tutte le forze
La cosa buffa è che Tom Cruise non è mai caduto nella cosiddetta maledizione del remake. Persino Mission Impossible in fondo era un seguito della serie originale, e La Mummia cercava di schivare i cliché degli altri film con quel titolo, senza troppa fortuna a dire il vero. Eppure con Vanilla Sky l’attore ci è cascato in pieno, e per sua stessa scelta.
Le leggende raccontano che rimase folgorato da Apri gli occhi alla prima visione. Alzò subito il telefono per accaparrarsi i diritti e rifare tutto insieme a Cameron Crowe. Il risultato fu quello che fu, ma la voglia c’era eccome. Vanilla Sky arrivò nelle sale nel 2021, con Tom Cruise affiancato da Penélope Cruz e Kurt Russell, per una durata di due ore e quindici minuti.
Il tempo che non passa mai a Times Square
Se in Apri gli occhi c’è una scena che definisce tutto, è quella di Eduardo Noriega che corre lungo la Gran Vía di Madrid completamente deserta, con due persone affacciate a un balcone. Nella versione americana bisognava fare le cose in grande, e allora spazio a Times Square, il centro del mondo, che riuscirono a chiudere al traffico per tre ore. Di quelle tre, un’ora e un quarto rimasero addirittura in avanzo, e Cruise le usò semplicemente per correre libero. E se c’è una cosa che si sa dell’attore è che vederlo sprintare è una gioia.
Non tutto filò liscio in quella ripresa però. Crowe non poté cambiare i cartelloni che annunciavano le ultime notizie sugli schermi della piazza, dove si leggevano riferimenti al dibattito che la sera prima avevano tenuto George Bush e Al Gore. Il regista dovette chiedere vari permessi, e l’unica cosa modificata al computer in quell’inquadratura fu proprio quel cartellone, sostituito con le quotazioni del NASDAQ per evitare che il film avesse una data di scadenza troppo evidente.
Anche se è passato alla storia come un piccolo insuccesso dell’attore, la verità è che al botteghino andò bene. Diverse generazioni lo hanno scoperto col tempo, trasformandolo in un’inaspettata pellicola di culto. Persino Amenábar alla fine si convinse, arrivando a considerarlo un progetto fratello e non un semplice remake. La narrativa dice che fu un fallimento totale, ma i fatti raccontano un’altra storia, l’ennesimo colpo azzeccato di Tom Cruise.