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Un robot umanoide capace di correre a 45,6 km/h e di saltare due metri da fermo non è più materiale da film di fantascienza, e il nuovo Superman di Unitree lo dimostra con una freddezza quasi imbarazzante per chi, come noi, ha due gambe sole e nessun attuatore. L’azienda cinese ha presentato la macchina poco dopo l’annuncio della IPO, e il nome scelto non sembra affatto casuale, visto quello che il robot riesce a fare davanti alle telecamere. Non è la prima volta che si prova a spingere una macchina oltre i limiti fisici dell’essere umano, la corsa in particolare è diventata una specie di banco di prova simbolico per l’intera industria. Robot che si sfidano su una pista, campionati riservati esclusivamente a macchine, esibizioni pensate per misurare i progressi anno dopo anno. Il punto, però, è che finora nessuno aveva messo sul tavolo numeri simili.
Cosa sa fare davvero il robot Superman
La forma è quella classica dell’umanoide, due gambe, un tronco, la struttura che ormai riconosciamo a colpo d’occhio. Le prestazioni dichiarate da Unitree sono due, e sono entrambe notevoli. La prima riguarda la velocità di punta, fissata a 45,6 km/h. La seconda riguarda il salto verticale, circa 2 metri partendo da fermo, senza rincorsa, senza slancio.
Il dato sulla corsa è quello che ha fatto più rumore, e si capisce il perché. La velocità massima attribuita a Usain Bolt durante il record mondiale sui 100 metri del 2009 è stimata attorno ai 44,7 km/h. Il robot, sulla carta, va più forte. Attenzione però, perché qui serve un minimo di onestà intellettuale, un conto è il picco istantaneo, un altro è la gara vera. Nessuno sta dicendo che Superman batterebbe Bolt sui 100 metri, e Unitree non ha fornito indicazioni su quanto a lungo la macchina riesca a mantenere quel ritmo. Sappiamo il valore massimo, punto. Che poi è comunque un valore impressionante di suo.
Perché il video conta più dei numeri
Le schede tecniche, si sa, raccontano solo una parte della storia. Un valore di picco può essere raggiunto in condizioni controllate, su una superficie perfetta, per una frazione di secondo. Il filmato diffuso dall’azienda, invece, mostra il robot umanoide in movimento, e l’effetto è di quelli che restano addosso. La fluidità della corsa, la gestione dell’equilibrio, l’esplosività del salto verticale, sono tutti elementi che raccontano quanto sia maturata la meccanica di questi sistemi negli ultimi anni.
C’è poi il contesto industriale, che non è un dettaglio secondario. Unitree arriva da un annuncio pesante, quello della quotazione in borsa, e presentare una macchina come questa in quel preciso momento ha un valore che va oltre la dimostrazione tecnica. Serve a segnalare al mercato dove è arrivata l’azienda e quanto in fretta ci è arrivata.










