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Con l’arrivo di Aion V e Aion UT sul mercato francese, GAC mette una bandierina in più sulla mappa europea e lo fa annunciando un piano che guarda parecchio lontano: dodici modelli nuovi per la Francia entro il 2030 e, soprattutto, più produzione fatta direttamente nel Vecchio Continente. Il gruppo di Guangzhou, controllato dallo Stato cinese, non vuole limitarsi a spedire auto via nave e vendere. Vuole radicarsi.
A spiegarlo è stato Cedric Lacour, vice amministratore delegato di GAC France, che ha messo sul tavolo la questione più concreta di tutte, cioè la capacità produttiva. Al momento Aion V e Aion UT vengono assemblati in Europa nello stabilimento Magna Steyr di Graz, in Austria, con la formula del knock down. Tradotto per chi non mastica gergo industriale: i componenti continuano a essere costruiti in Cina, poi vengono imbarcati e l’assemblaggio finale avviene in territorio europeo. Una soluzione che permette di aggirare i dazi che l’Unione Europea ha imposto sulle auto cinesi, e non è un caso che anche Xpeng si sia appoggiata a Magna per i suoi G6 e G9.
GAC: più fabbriche in Europa, ma non per forza con Magna
Il punto è che Graz, da sola, non basta più alle ambizioni del gruppo. GAC sta valutando come ampliare la propria produzione europea e le opzioni sul tavolo includono sia un rafforzamento della collaborazione con Magna Steyr sia il coinvolgimento di altri investitori, anche del tutto esterni all’accordo attuale. “Vogliamo davvero costruire una presenza di lungo periodo qui in Europa, il che significa automaticamente che ci serve capacità produttiva”, ha dichiarato Lacour.
La rete europea, del resto, è già discretamente estesa. Le auto del gruppo si trovano in Regno Unito, Finlandia, Grecia, Polonia, Spagna e Portogallo. C’è anche un centro di ricerca e sviluppo dedicato al mercato continentale, con sede a Milano, segnale che il lavoro sul prodotto non viene pensato solo a Guangzhou. I numeri dell’export, intanto, raccontano una crescita solida: nella prima metà dell’anno le vendite fuori dalla Cina sono aumentate del 35,69 per cento su base annua, per un totale di 346.000 unità. La spinta maggiore è arrivata dalle Americhe e dal Sud Est asiatico, ma il marchio si è piazzato secondo tra i costruttori cinesi di veicoli elettrici in Grecia, il che per un mercato piccolo non è un dettaglio banale.
Duecento concessionari francesi entro quattro anni
Sul fronte Francia il piano è altrettanto dettagliato. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 200 concessionari distribuiti sul territorio nel giro di quattro anni, con 50 punti vendita previsti già entro quest’anno. Una progressione rapida, che però parte in ritardo rispetto ad altri arrivati dalla Cina. BYD, per fare il paragone più ovvio, ha messo piede in Francia nel 2024 e punta a 250 punti vendita entro la fine dell’anno prossimo.
Quando gli è stato chiesto se GAC non fosse arrivata tardi alla festa, Lacour ha respinto la ricostruzione senza troppi giri di parole. “Il nostro obiettivo è portare un marchio dal lancio alla scala industriale in soli quattro anni”, ha spiegato, aggiungendo che il gruppo entra sul mercato francese “esattamente al momento giusto”.
I dodici modelli promessi entro il 2030 saranno divisi tra elettriche e ibride, quindi non una gamma monoteista come quella di altri costruttori cinesi sbarcati in Europa. Aion UT, la compatta a cinque porte, e Aion V, il crossover a batteria, rappresentano soltanto il punto di partenza di un catalogo che dovrà crescere con una certa costanza per reggere il confronto con chi è già presente e ha reti di vendita più mature. La strategia di GAC in Europa, tra assemblaggio locale, ricerca in Italia e distribuzione capillare in Francia, punta tutta su questo: smettere di essere percepita come un importatore e diventare un costruttore di casa.
Fonte: TecnoAndroid








