In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Di Uncharted 4 esiste una versione che nessuno conosce, quella immaginata da Amy Hennig prima del suo addio a Naughty Dog e a più di dieci anni di distanza continua ad alimentare discussioni, ricostruzioni e qualche rimpianto. Non esiste un archivio completo, solo frammenti raccolti nel tempo da ex sviluppatori e appassionati che si sono messi a scavare. Il risultato è un quadro affascinante ma pieno di buchi, che ogni tanto si arricchisce di un dettaglio nuovo.
L’ultimo arriva da Matt Radford, artista degli effetti visivi entrato nello studio proprio durante quella produzione travagliata. In una intervista a Kiwi Talkz, disponibile agli abbonati Insider Gaming App Premium Plus, Radford ha descritto il progetto di Hennig come “molto diverso, molto diverso” rispetto al gioco che poi Neil Druckmann ha contribuito a portare sugli scaffali nel 2016.
Sam come antagonista, non come fratello ritrovato
Il punto centrale riguarda i personaggi. “La visione di Amy per il gioco che ho visto non aveva gli stessi personaggi”, ha raccontato Radford, spiegando che il fratello maggiore e ladro di Nathan Drake, Sam, “era il cattivo”. Non è una novità assoluta, perché la stessa Hennig nel 2019 aveva chiarito la questione con parole sue: “C’era un elemento antagonistico in Sam anche nella versione finale di Uncharted 4, ma non era lì fin dall’inizio. Nella mia storia era un po’ di più il viaggio di questo fantasma dal passato di Drake, da antagonista fino alla riconciliazione e alla riunificazione”.
La designer aveva anche ridimensionato l’idea di uno stravolgimento totale. “Il DNA e il nucleo della storia c’erano tutti”, aveva detto, precisando che le differenze principali stavano nell’introduzione di Sam come fratello e nel modo in cui questa figura veniva gestita. “Non lo definirei un antagonista in senso classico, ma era una forza antagonista nella vita di Drake con cui lui doveva fare i conti”.
Cosa hanno trovato i dataminer nel codice del gioco
All’inizio di quest’anno il dataminer Michael Kemp, noto su YouTube come Thekempy, ha ripulito e rimesso insieme alcune tracce rimaste dentro Uncharted 4: Fine di un ladro. Materiale che, a suo dire, “non sembrava collegato a nulla di riconoscibile. Riferimenti a livelli che non esistevano, cose nella storia che non erano mai accadute”. Tra le scene recuperate compariva più esplorazione di relitti in compagnia di Elena, la moglie di Nathan, e meno sparatorie.
Radford è tornato anche sui primissimi giorni della produzione, avviata intorno al 2011, cioè più o meno all’epoca dell’uscita di Uncharted 3. “Ricordo che avevamo costruito questa demo per il via libera al progetto e girava tipo a un frame al secondo su un PC”, ha detto, descrivendo un ambiente di lavoro “pazzescamente raffazzonato”. Nonostante il caos, il giudizio sul lavoro della game director resta positivo: “La visione di Amy sembrava figa. Sinceramente, sembrava figa”.
Il futuro di Amy Hennig e il mito di un gioco mai uscito
Detto questo, l’artista si dichiara soddisfatto della versione firmata da Druckmann, un capitolo solido dentro una serie solida, anche se difficilmente potrà mai avere lo stesso fascino leggendario di un gioco mai pubblicato. Quello che Radford si augura oggi riguarda il presente della designer. “Voglio solo vedere Amy tornare”, ha dichiarato, aggiungendo una domanda che circola da tempo tra gli appassionati: “Quando arriveranno i giochi di Amy? È davvero talentuosa”.
Amy Hennig sta attualmente lavorando a Marvel 1943: Rise of Hydra, progetto che ha subito un rinvio, dopo aver firmato il concept narrativo di Forspoken, l’action RPG pubblicato da Square Enix nel 2023 e accolto piuttosto tiepidamente. Mentre lei prova a ricostruire il proprio nome nell’industria, buona parte dei fan di Uncharted 4 continua a inseguire un obiettivo diverso, cioè ricostruire pezzo per pezzo il gioco che avrebbe potuto essere.
Fonte: TecnoAndroid








