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La Cina ha scelto il suo candidato per riportare i passeggeri oltre la velocità del suono e lo ha chiamato TMS-10, un aereo supersonico che è entrato nella fase finale di assemblaggio e che dovrebbe affrontare il primo volo di prova entro la fine del 2026. Il progetto porta la firma del Tianmushan Laboratory, che lo sta sviluppando insieme alla Beihang University, e punta a un obiettivo preciso. Volare veloci senza trascinarsi dietro i problemi che hanno segnato il passato di questo tipo di trasporto.
Da tempo si discute con sempre maggiore insistenza di un possibile ritorno dei voli supersonici per il pubblico. Un’idea che affonda le radici negli anni Ottanta, quando il mitico Concorde sembrava arrivare direttamente dal futuro. E in effetti lo era davvero, almeno per l’epoca. Solo che quel gioiello dell’aviazione civile portava con sé anche qualche difetto piuttosto ingombrante, e uno in particolare continua ancora oggi a pesare su qualsiasi discorso legato a questi velivoli.
Il nodo del boom sonico
Il problema principale ha un nome che rende bene l’idea, cioè boom sonico. Si tratta del fragore che accompagna un aereo nel momento in cui supera la barriera del suono, una sorta di detonazione che a terra si avverte in modo netto. Per un mezzo destinato a trasportare persone da una parte all’altra del mondo questo diventa un ostacolo enorme, perché ogni passaggio sopra un centro abitato rischierebbe di trasformarsi in un’esplosione sonora capace di disturbare chiunque si trovi sotto la rotta.
Ecco perché la vera sfida, oggi, non riguarda tanto la velocità in sé. Andare forte è una cosa che l’aviazione sa fare da decenni. Il punto è riuscire a farlo in maniera più discreta, contenendo il rumore al punto da rendere accettabile il sorvolo delle città. Una questione che a quanto pare sta per essere superata o quantomeno ridimensionata in modo significativo, e proprio su questo terreno si concentrano gli sforzi dei progetti più recenti.
La risposta cinese al progetto X-59
Negli ultimi tempi l’attenzione si è concentrata soprattutto su X-59 della NASA, il velivolo sperimentale nato con l’intento di dimostrare che il volo supersonico può essere molto meno invadente dal punto di vista acustico. Ma gli Stati Uniti non sono gli unici a muoversi in questa direzione. Anche Pechino ha deciso di giocare la propria partita e lo fa proprio con TMS-10, un modello che si inserisce nella stessa corsa verso un trasporto rapido e più silenzioso.
Il velivolo cinese è frutto della collaborazione tra il Tianmushan Laboratory e la Beihang University, due realtà che hanno unito le forze per dare forma a questo progetto. Il riferimento alla velocità è ambizioso, con l’obiettivo di spingersi fino a Mach 2, una soglia che richiama direttamente le prestazioni che avevano reso celebre il Concorde. La differenza sta tutta nel tentativo di arrivarci senza ripetere gli stessi errori, a partire appunto dall’impatto acustico sul territorio sorvolato.
Sul fronte dei tempi le cose sembrano procedere con decisione. L’aereo cinese ha raggiunto la fase conclusiva dell’assemblaggio, un passaggio che segna il confine tra la progettazione e la verifica sul campo. Una volta completato il montaggio arriverà il momento più atteso, quello in cui il mezzo dovrà dimostrare in volo ciò che finora è stato studiato a terra. Il primo volo di prova di TMS-10 è previsto entro la fine del 2026.
Fonte: TecnoAndroid








