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Se ne è andato Tim Curry, morto nella sua casa di Los Angeles all’età di 80 anni, e con lui sparisce una delle presenze più riconoscibili di mezzo secolo di cinema, teatro e televisione. Non è stata comunicata una causa del decesso. La salute dell’attore era fragile dal 2012, quando un ictus lo costrinse a un intervento chirurgico al cervello e, da allora, alla sedia a rotelle. La sua storica amica e manager, Marcia Hurwitz, ha confermato la scomparsa parlando di una morte serena.
Nell’annuncio ufficiale si legge che Curry aveva rifiutato per tutta la vita di farsi incasellare, muovendosi con disinvoltura tra commedia, horror, dramma e musica lungo cinque decenni. E che, a seconda di chi risponde, resta il Dr. Frank-N-Furter definitivo, il Pennywise definitivo, l’uomo che ha trasformato il monologo di un maggiordomo in Clue in un pezzo di comicità immortale, oppure semplicemente “quella voce indimenticabile” di un cartone animato dell’infanzia di qualcuno. Nonostante l’ictus, aveva continuato a lavorare, negli ultimi tempi anche come scrittore.
Tim Curry: dai palchi di Londra alle voci dei cartoni animati
Le radici di Tim Curry erano nel teatro, e in particolare nel musical. Il debutto sul palco fu nel 1968 con Hair nel West End londinese. Sono arrivate poi tre candidature ai Tony, per il Mozart di Amadeus nel 1980, per Alan Swann in My Favorite Year nel 1992 e per Re Artù in Spamalot, il musical scritto da Eric Idle a partire da Monty Python e il Sacro Graal. Quel ruolo lo ha ripreso a Londra nel 2006, guadagnandosi pure una nomination al Laurence Olivier Award. Sempre a teatro, nel 1982, era stato un Re dei Pirati travolgente nell’allestimento di Drury Lane di The Pirates of Penzance di Gilbert e Sullivan, pantaloni di pelle attillatissimi e testi da cantare a raffica.
C’è poi tutta la parte animata di questa carriera, che spesso si dimentica. Un Emmy per aver dato voce a Capitan Uncino in Peter Pan and the Pirates nel 1990, il lavoro molto amato in The Wild Thornberrys tra il 1998 e il 2004 e, tra il 2012 e il 2014, il ruolo di Palpatine in Star Wars: The Clone Wars, raccolto dalle mani del compianto Ian Abercrombie. Nel cinema per famiglie restano il concierge impettito Mr. Hector in Mamma ho riperso l’aereo del 1992, incapace di tenere testa al Kevin di Macaulay Culkin, e il cardinale Richelieu dei Tre Moschettieri del 1993, un cattivo untuoso e godibile in un adattamento del romanzo di Dumas che non regge il confronto con la versione in due parti di Richard Lester del 1974.
In Muppet Treasure Island del 1996 è stato Long John Silver accanto ai pupazzi, con quella risata e quel sorrisetto compiaciuto sul numero musicale del pirata professionista. E in Charlie’s Angels del 2000 il miliardario Roger Corwin, sfida di sumo con il Bosley di Bill Murray inclusa, prima di finire ammazzato a bordo piscina.
Wadsworth, il clown e il Frank-N-Furter che resta
In Clue, la commedia del 1985 scritta e diretta da Jonathan Lynn, Curry è il maggiordomo Wadsworth in mezzo a un cast stellare che comprende Eileen Brennan, Madeline Kahn, Christopher Lloyd, Michael McKean, Martin Mull e Lesley Ann Warren. Il momento più alto arriva nel finale, quando ricostruisce di corsa tre diverse soluzioni degli omicidi. Cinque anni dopo, nella miniserie in due parti tratta dal romanzo di Stephen King del 1986, ha portato per primo sullo schermo il clown mutaforma di IT. Il truccatore Bart Mixon ha raccontato che l’attore lo convinse a ridurre al minimo le protesi: con quegli occhi, quella bocca e quel senso dell’umorismo sardonico, meno era meglio.
Tutto però riporta a Rocky Horror Picture Show, uscito nel 1975 e diventato il film con la programmazione in sala più lunga della storia. Curry aveva creato Frank-N-Furter sul palco a Londra nel 1973, spettacolo che a Broadway fece invece un buco clamoroso. Un fallimento che lui stesso definì formativo: una volta toccato quel fondo, tanto valeva buttarsi, perché peggio di così non potevano farlo sentire. L’anno scorso era tra gli ospiti dell’evento per i 50 anni organizzato dall’American Museum of Motion Pictures, dopo aver interpretato il Criminologo nel remake televisivo del 2016. Il revival oggi a Broadway, con Luke Evans nel ruolo, ha incassato nove candidature ai Tony Awards.










