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Masters of the Universe, flop al cinema ma boom su Prime

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Più di un miliardo di minuti visti in appena sette giorni su Prime Video: questo è il bilancio a sorpresa di Masters of the Universe il film che al cinema aveva incassato molto meno di quanto costava. Un caso quasi da manuale di come funziona oggi il mercato dell’intrattenimento, dove una pellicola può fallire in sala e poi trovare pubblico altrove, senza troppi rumori di fondo.

I numeri della prima uscita parlavano chiaro. Budget stimato attorno ai 155 milioni di euro, incasso mondiale fermo a circa 105 milioni di euro. Nessun margine, nessuna scusa possibile. Eppure il film di Travis Knight, arrivato nelle sale il 5 giugno 2026, ha avuto una seconda occasione appena è approdato in streaming. Dal 22 luglio è entrato nel catalogo di Prime Video e il 21 agosto figurava ancora nella top 10 dei titoli più visti. Il dato del miliardo di minuti, riferito ai primi sette giorni sulla piattaforma di Amazon, è stato condiviso da Matthew Belloni di Puck.

Cosa racconta Masters of the Universe

La storia segue il principe Adam, che torna nel regno di Eternia dopo aver ritrovato, quindici anni più tardi, la Spada del Potere. Al suo rientro scopre che casa sua è stata devastata sotto il dominio di Skeletor, e per salvare la famiglia e il proprio mondo deve allearsi con i compagni più vicini. Nel frattempo tocca a lui accettare un destino piuttosto ingombrante, quello di diventare l’essere più potente dell’universo.

Nel ruolo del protagonista c’è Nicholas Galitzine, affiancato da Camila Mendes, Alison Brie e Idris Elba. Il villain è interpretato da Jared Leto, attore finito al centro di accuse di violenza sessuale. Il film dura due ore e dodici minuti e porta la firma di un regista che con l’animazione e l’avventura ha una certa familiarità.

La nostalgia anni Ottanta non basta più al botteghino

Hollywood pesca da anni nell’immaginario degli anni Ottanta, con risultati altalenanti. A volte funziona, altre volte no, e questa operazione ricade nella seconda categoria almeno per quanto riguarda le sale. Il pubblico dei nostalgici, evidentemente, preferisce aspettare il divano. Il che spiega perché i numeri dello streaming raccontino una storia diversa da quella del botteghino, con un titolo che al cinema era stato liquidato in fretta e che invece online ha macinato visualizzazioni.

Le recensioni erano state contrastanti. La media della stampa si è fermata attorno a 3,1, quella degli utenti a 2,9. Ci sono però state anche valutazioni molto più generose, fino al punteggio pieno di 5 su 5, con giudizi che descrivevano il film come la concretizzazione di un desiderio atteso da diverse generazioni di appassionati della saga.

Un affetto sincero per il materiale originale

Tra gli aspetti più apprezzati c’è la sensazione che dietro il progetto ci sia una passione autentica. Buona parte del carico emotivo, viene sottolineato, punta dritto a chi è cresciuto negli anni Settanta e Ottanta, ma la pellicola si distingue proprio per l’affetto genuino verso il materiale di partenza. In un panorama dominato da franchise ripetitivi e prodotti costruiti a tavolino, questa versione di Masters of the Universe è stata descritta come un adattamento coraggioso, sincero e capace di giustificare la lunghissima attesa.

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