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TikTok prepara i pagamenti tra utenti nelle chat private

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I pagamenti peer-to-peer potrebbero presto entrare anche dentro TikTok, nascosti dove meno se lo aspetterebbe chi usa l’app solo per scrollare video: nei messaggi privati. Nel codice della versione distribuita negli Stati Uniti sono stati individuati riferimenti a una funzione che permetterebbe di inviare e ricevere denaro direttamente in chat, da utente a utente, senza passaggi intermedi. Una direzione già battuta da altri, ma che per la piattaforma di ByteDance rappresenterebbe una svolta netta.

Il ragionamento di fondo, in realtà, è lo stesso che ha spinto prima Meta e poi X a muoversi sullo stesso terreno. Quando una piattaforma raggiunge una certa scala, il perimetro puramente social comincia a stare stretto. Se le persone passano già ore dentro l’app, tanto vale offrire loro anche un modo per scambiarsi soldi senza uscire. È la logica del cosiddetto super app, il tentativo di trasformare un social network in un luogo dove si fa un po’ di tutto.

Cosa dice il codice dell’app TikTok

Le stringhe trovate raccontano qualcosa di più preciso di una semplice ipotesi. Compare un comando Tap to accept, associato alla procedura con cui il destinatario accetta il denaro ricevuto, e con un dettaglio interessante: l’operazione avrebbe una scadenza predefinita, quindi il trasferimento non resterebbe in sospeso a tempo indeterminato. Se nessuno lo accetta entro il termine, presumibilmente decade.

Altro elemento emerso è la possibilità di allegare un messaggio alla transazione, una specie di causale libera. Chi ha usato altri servizi di pagamento tra privati conosce bene il meccanismo: due parole per ricordare che quella cifra era la cena di venerdì o la quota per un regalo. Piccolo dettaglio, ma dice molto sul tipo di utilizzo immaginato, ovvero scambi informali tra persone che si conoscono, non transazioni commerciali strutturate.

Va detto che si tratta di riferimenti nel codice, non di una funzione visibile agli utenti. È materiale ancora grezzo, il tipo di traccia che spesso precede di molti mesi un annuncio ufficiale, quando l’annuncio arriva.

ByteDance frena, ma non chiude la porta

La risposta della casa madre ByteDance è stata misurata quasi al millimetro. L’azienda ha fatto sapere che la novità non è in fase di test, e la formula scelta merita attenzione perché non nega l’esistenza del progetto. Dire che qualcosa non è in test significa che non ci sono utenti reali che la stanno provando, non che gli ingegneri non ci stiano lavorando. La differenza è sostanziale.

Il quadro che ne esce, quindi, è quello di uno sviluppo in fase preliminare. Tra il codice e un rilascio effettivo può passare molto tempo, e nel caso dei pagamenti il percorso è ancora più lungo del solito. Gestire soldi altrui significa entrare in un terreno regolamentato, con obblighi su identificazione degli utenti, antiriciclaggio, licenze e partner finanziari. Non è una funzione che si accende con un aggiornamento e via.

Manca poi qualsiasi indicazione sulla distribuzione geografica. Il codice è stato trovato nella versione statunitense dell’app, ma non è chiaro se i pagamenti tra utenti TikTok resterebbero confinati agli Stati Uniti oppure se l’obiettivo sia più ampio, con un’espansione internazionale successiva. Sono due scenari molto diversi, anche perché le regole sui servizi di pagamento cambiano radicalmente da un mercato all’altro.

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