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The Witcher IV, uscita nel 2028 e una sorpresa per The Witcher 3

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Il periodo di uscita di The Witcher IV ha finalmente un contorno preciso, o almeno un anno di riferimento, e la conferma è arrivata direttamente da CD Projekt RED nel corso della Gamescom. Ci ha pensato l’amministratore delegato Michal Nowakowski, in un video diffuso senza troppi giri di parole, a mettere sul tavolo la cifra che tutti aspettavano da mesi: 2028. Non una data secca, non un giorno segnato sul calendario, ma una finestra temporale che almeno permette di smettere di tirare a indovinare.

E c’è di più, perché lo studio polacco ha deciso di scoprire le carte sull’intero piano. La cosiddetta nuova trilogia dello strigo dovrebbe procedere con una cadenza abbastanza regolare: dopo il quarto capitolo previsto per il 2028, il quinto episodio è atteso nel 2031, mentre il gran finale della saga arriverebbe nel 2034. Un orizzonte lungo, ambizioso, che racconta parecchio di come CD Projekt RED intenda gestire il proprio marchio più riconoscibile nei prossimi anni.

Songs of the Past, la sorpresa che nessuno aspettava

Se il periodo di uscita era la notizia annunciata, la vera scossa è arrivata da un’altra direzione. The Witcher 3: Wild Hunt riceverà una terza espansione, intitolata Songs of the Past, sviluppata insieme ai veterani di Fool’s Theory, gente che aveva già messo mano all’ultimo contenuto aggiuntivo del gioco, quel Blood and Wine che risale a undici anni fa. Undici anni, appunto. Difficile immaginare un ritorno più inatteso per un titolo che sembrava aver detto tutto.

Il DLC arriverà nel 2027 su PS5, PC e Xbox Series X/S, quindi solo sulle piattaforme di attuale generazione, e riporterà il giocatore nei panni di Geralt. La funzione narrativa è chiara: si tratta di una sorta di prologo alla quarta avventura, quella in cui il protagonista cambierà volto e sarà Ciri a prendersi la scena. Un ponte, in sostanza, tra il capitolo che ha definito il genere e quello che dovrà raccoglierne l’eredità. Le parole di Nowakowski su questo punto sono state piuttosto dirette. “L’attesa è lunga e sappiamo che vorreste giocare prima, ma lasciate fare al team. Ne varrà la pena. Fino ad allora, potete aspettarvi molto dalla serie, compreso Songs of the Past che esce nel 2027.” Una dichiarazione che suona come una richiesta di pazienza mascherata da promessa, e che nel frattempo riempie il vuoto tra oggi e il 2028 con qualcosa di concreto.

Un cantiere da oltre 500 persone

Sul fronte del sequel, i numeri raccontano la dimensione dell’operazione. Al momento sono oltre 500 le persone impegnate su The Witcher IV, un organico che spiega bene perché la finestra di lancio sia stata spostata così avanti nel tempo. L’obiettivo dichiarato è un open world definito enorme e immersivo, due aggettivi che nel mondo dei videogiochi vengono usati spesso a vanvera, ma che qui vengono accompagnati da una squadra di sviluppo di dimensioni notevoli. La scelta di comunicare tutto insieme, periodo di uscita del quarto capitolo, calendario della trilogia ed espansione a sorpresa per Wild Hunt, ha una sua logica. Da un lato mette fine alle speculazioni su quando si potrà tornare nel Continente con un gioco completamente nuovo, dall’altro offre un contentino tutt’altro che banale a chi non ha nessuna intenzione di aspettare due anni a mani vuote. E Songs of the Past, con il nome di Fool’s Theory allegato, non ha l’aria del progettino minore buttato lì per riempire un annuncio.

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