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Una compatta elettrica con la trazione posteriore: BMW i1 potrebbe riportare in casa bavarese uno schema meccanico che i puristi rimpiangono da anni. Le indiscrezioni parlano di un progetto interno siglato NB0, atteso al debutto nel 2028, che non sarà la semplice traduzione a batteria dell’attuale Serie 1 ma un modello tecnicamente separato, costruito sulla piattaforma Neue Klasse. Una scelta che consentirebbe a Monaco di tenere in listino la Serie 1 con i motori a combustione e, allo stesso tempo, offrire una compatta premium alimentata solo dalla corrente.
Il punto più curioso riguarda proprio l’architettura. Le Serie 1 di oggi nascono su una base a trazione anteriore, mentre le prime due generazioni spingevano dietro, e su quel dettaglio la compatta tedesca aveva costruito buona parte della propria fama tra chi guarda alla guida prima che alla praticità. Con BMW i1 il cerchio si chiuderebbe, ma non per nostalgia: è una questione tecnica. La piattaforma Neue Klasse e il sistema eDrive Gen6 prevedono l’unità elettrica principale montata sull’asse posteriore, punto e basta. La trazione integrale xDrive arriverebbe aggiungendo uno o più motori sull’avantreno, secondo una logica modulare che il costruttore ha già confermato ufficialmente e che supporta configurazioni a uno, due, tre o quattro propulsori.
Batterie Gen6, 800 Volt e ricariche lampo
Sul fronte accumulatori, BMW i1 dovrebbe ereditare tutto il pacchetto tecnologico della Neue Klasse. La tecnologia Gen6 abbandona le celle prismatiche in favore di nuove celle cilindriche con una densità energetica superiore di circa il 20 per cento, il tutto abbinato a un’architettura a 800 Volt. I numeri dichiarati dalla casa parlano di un incremento fino al 30 per cento sia dell’autonomia sia della velocità di ricarica rispetto alla generazione precedente, con la possibilità di recuperare centinaia di chilometri in dieci minuti quando le condizioni della colonnina sono quelle giuste.
C’è poi un aspetto strutturale che pesa più di quanto sembri. La batteria viene integrata direttamente nella scocca, e l’intera piattaforma è stata pensata per tagliare peso, costi e complessità produttiva. Tradotto in termini pratici, significa una compatta elettrica potenzialmente più leggera e più agile di quanto ci si aspetterebbe da un’auto a batteria di questo segmento, che è poi la premessa necessaria perché il ritorno alla trazione posteriore abbia davvero un senso e non resti un dettaglio da scheda tecnica.
La gamma e l’ipotesi sportiva firmata BMW M
Sulla struttura del listino le voci raccolte finora indicano quattro versioni iniziali: i1 20, i1 30, i1 30 xDrive e i1 M50 xDrive. Quest’ultima occuperebbe la stessa posizione che oggi spetta alle M Performance, quindi prestazioni serie ma senza l’etichetta piena della divisione sportiva. Il capitolo più stuzzicante, però, porta la sigla ZB0: una possibile variante ad alte prestazioni sviluppata direttamente da BMW M, che potrebbe chiamarsi iM1 oppure i1 M. Nessuna conferma ufficiale, per ora, solo un’ipotesi che circola con una certa insistenza.
Che la piattaforma se lo possa permettere, comunque, lo dimostra già la nuova BMW i3 M50 xDrive, capace di arrivare a 469 CV grazie alla stessa tecnologia Gen6. Se quel livello di potenza è gestibile su una berlina, immaginare una compatta con caratteristiche analoghe non è un esercizio di fantasia particolarmente ardito. Il debutto di BMW i1 resta fissato al 2028, in parallelo a un probabile aggiornamento della Serie 1 termica, che dovrebbe adottare un linguaggio stilistico più vicino a quello della famiglia Neue Klasse.










