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The Debut, Julianne Moore brilla nel film di Jesse Eisenberg

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Tra i titoli passati al Festival di San Sebastián 2026, The Debut è quello che lascia addosso la sensazione più piacevole, merito di una Julianne Moore favolosa, incredibile, meravigliosa, divertente ed eccentrica. Il film, diretto da Jesse Eisenberg, racconta esattamente quello che promette il titolo, ovvero la prima volta di una donna qualunque su un palcoscenico di quartiere e lo fa con una leggerezza che non esclude mai la profondità.

Per capire da dove arriva l’idea, conviene fare un passo indietro e pensare al lavoro di Nathan Fielder, una delle menti più singolari dell’audiovisivo contemporaneo. Uno dei temi che torna con più insistenza nelle sue opere è il processo interpretativo, cioè cosa succede dentro una persona quando si trova a essere qualcun altro. Nella seconda stagione di The Rehearsal (2022) arrivava a proporre l’uso della recitazione per evitare che gli aerei precipitassero. Suona strano. Lo è. Il punto, semplificando parecchio, era trovare il coraggio di fare qualcosa che normalmente non si farebbe. Tipo un uomo timidissimo che finalmente bacia la ragazza che gli piace.

Mona, Danielle e il coraggio di essere qualcun altro

La stessa cosa capita a Mona, protagonista di The Debut, una casalinga a cui famiglia e amici non danno il minimo ascolto e che decide, un po’ per caso, di iscriversi alla nuova produzione teatrale del suo quartiere. Non suona bizzarro quanto le trovate di Fielder, eppure il film di Eisenberg, mano a mano che procede, si ritaglia il suo spazio dentro la stranezza. E il risultato è assolutamente godibile.

Mona sboccia grazie a questa piccola avventura arrivata per rimbalzo. Il ruolo che le tocca è quello di Danielle, la portinaia di un palazzo abitato da personaggi impegnati nelle proprie storie. Era una parte pensata per un’attrice veterana, che però l’aveva trovata troppo piccola e aveva mollato. Quello che per una è un dettaglio trascurabile, per un’altra diventa un parco divertimenti. Mona ha una gran voglia di salire sulle montagne russe, solo che non è per niente brava. Tocca quindi a Jerry, il regista interpretato da un Paul Giamatti in stato di grazia, lavorarci sopra con pazienza. Ed è proprio questo il cuore del film, il percorso che porta la protagonista dall’essere la peggiore attrice del mondo alla migliore attrice del teatro di quartiere. Nel cast compare anche Halle Bailey.

Una commedia fisica che sa anche commuovere

In Danielle, Mona trova una donna che è tutto ciò che lei non è. La portinaia diventa la scusa per colmare quello che manca e, esattamente come indagava Fielder, le dà la spinta per essere coraggiosa e concedersi una serie di prime volte. Lasciare la famiglia, trasferirsi in un albergo malandato, occuparsi di qualche lavoretto di fortuna. Mona si trasforma, forse anche troppo, ma non ha intenzione di fermarsi finché non avrà raggiunto il suo obiettivo, cioè diventare Danielle.

The Debut è stravagante e nevrotico nella misura giusta. La sua comicità è fisica, a tratti perfino assurda, e nonostante questo riesce a tirare fuori una profondità e un’emozione notevoli. Si ride parecchio, ci si commuove, e nel mezzo c’è una Julianne Moore che firma uno dei ruoli migliori della sua carriera. L’attrice sta al gioco dall’inizio alla fine ed è ridicola, buffa, triste e vulnerabile. Tutte queste cose insieme, senza mai perdere il controllo.

Volendo cercare un parallelo, il film potrebbe essere la sorella spiritosa di Il cigno nero (2010). Condividono la ricerca ossessiva della perfezione, ma Jesse Eisenberg sceglie di far virare la follia verso il nonsense invece che verso il thriller. E funziona talmente bene da rendere The Debut una delle esperienze più deliziose che si possano vivere quest’anno in una sala cinematografica.

Fonte: TecnoAndroid

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