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Tesla Cybertruck, prezzi su di 4.600 euro nonostante il crollo

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Aumentare il prezzo di un prodotto che non vende è una mossa quantomeno insolita, eppure è esattamente quello che Tesla ha appena fatto con Cybertruck: due allestimenti del pick up elettrico costano ora circa 4.600 euro in più rispetto a prima, senza che nulla sia cambiato sotto la carrozzeria in acciaio inossidabile. La versione Dual Motor AWD, che rappresenta l’ingresso di gamma, passa da circa 64.500 euro a circa 69.000 euro. La Premium AWD sale invece da circa 73.500 euro a circa 78.000 euro.

Di solito, quando un modello resta parcheggiato nei piazzali, la strategia è l’opposto: si limano i listini, si aggiungono incentivi, si prova a convincere qualcuno a entrare in concessionaria. Tesla ha evidentemente giudicato quel percorso troppo banale.

Cosa cambia davvero sul pick up elettrico

Praticamente nulla, a parte il conto finale. Cybertruck Dual Motor dichiara sempre 325 miglia di autonomia, pari a 523 chilometri, una capacità di traino di 3.400 chilogrammi e uno scatto da 0 a 96 chilometri orari in 4,1 secondi. La Premium mantiene gli stessi 593 cavalli, ovvero 441 kW, la stessa autonomia e le stesse prestazioni, ma può trainare fino a 4.990 chilogrammi. Nessun aggiornamento tecnico, nessuna dotazione extra a giustificare il rincaro.

La storia dei prezzi di questo modello somiglia più a un ottovolante che a un listino. I primi esemplari di produzione erano arrivati a fine 2024 con cifre ben superiori a quelle promesse inizialmente. Poi, a febbraio 2026, era comparsa una Dual Motor a circa 55.000 euro, promozione durata poco, seguita dal ritorno a circa 64.500 euro e ora dall’ulteriore salto a 69.000 euro. In pochi mesi il medesimo veicolo ha viaggiato per circa 14.000 euro di differenza. Nel corso del 2025 Tesla aveva anche proposto una variante a singolo motore, cancellata rapidamente per domanda troppo debole.

Numeri di vendita che raccontano un’altra storia

Tesla non pubblica i dati di consegna specifici del pick up, ma le stime esterne disegnano un quadro poco rassicurante. Secondo Cox Automotive, le vendite negli Stati Uniti sono calate del 48% nel 2025, fermandosi a 20.237 unità. Il primo trimestre del 2026 ha registrato un ulteriore arretramento del 45% su base annua, con 3.519 esemplari. Cifre lontanissime da quanto ipotizzato in passato da Elon Musk, che aveva parlato di una domanda potenzialmente capace di assorbire oltre 250.000 Cybertruck all’anno.

Il confronto con le ambizioni iniziali è impietoso, e il ritocco verso l’alto dei listini in una fase del genere resta difficile da spiegare con la logica commerciale tradizionale. Potrebbe trattarsi di una scelta legata ai costi di produzione in aumento, con l’idea che tanto le vendite non ne risentiranno più di tanto vista la situazione già compromessa.

Il Cyberbeast diventa quasi conveniente

Curiosamente, l’unico allestimento risparmiato dal rincaro è proprio il più costoso. Cyberbeast, con i suoi tre motori, 845 cavalli pari a 630 kW e uno 0 a 96 chilometri orari coperto in 2,6 secondi, resta indicato sul sito Tesla a circa 92.000 euro. Il risultato è che la Premium AWD si colloca ora ad appena 14.000 euro di distanza dal top di gamma, il che rende la versione più estrema improvvisamente più appetibile di quanto non fosse la settimana precedente.

Nel frattempo l’azienda ha già mandato in pensione Model S e Model X per liberare capacità produttiva destinata ai robot Optimus, e con il progetto Cybercab all’orizzonte la direzione sembra ormai un’altra. Il pick up spigoloso, presentato come rivoluzione del segmento, appare lasciato ai margini, testimonianza del fatto che non tutto ciò che passa per le mani di Musk si trasforma in oro. Chi voleva un Cybertruck a prezzo scontato, insomma, aveva una finestra a febbraio e quella finestra si è chiusa. Oggi il listino racconta un’altra storia, e i numeri delle consegne pure.

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