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Telemarketing luce e gas, l’AGCM segnala criticità al Governo

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Il telemarketing nel settore dell’energia finisce di nuovo sotto osservazione e questa volta a sollevare dubbi è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AGCM ha inviato a Parlamento e Governo una segnalazione che mette in fila alcune possibili criticità legate alle nuove regole pensate per le offerte di luce e gas proposte al telefono. Si tratta di un intervento che riporta al centro un tema già molto discusso negli ultimi mesi e che coinvolge da vicino milioni di utenti.

Le chiamate commerciali indesiderate sono ormai da tempo uno dei fronti più caldi per chi si occupa di tutela dei consumatori. Negli ultimi mesi sono arrivate diverse misure per arginare il fenomeno e l’ultima in ordine di tempo è stata proprio la stretta sulle forniture di luce e gas. Proprio questo intervento, però, non ha convinto tutti. Anzi, secondo una parte degli addetti ai lavori rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, almeno per come è stato scritto.

Il nodo dell’art. 51 del Codice del consumo

Al centro della questione c’è l’art. 51 del Codice del consumo, la norma che regola i contratti conclusi telefonicamente. Il testo è stato modificato nell’ambito delle misure contenute nel Decreto Bollette con un obiettivo preciso, cioè rafforzare le garanzie per chi sottoscrive un contratto durante una telefonata. Un proposito che punta a mettere il consumatore in una posizione più solida rispetto a chi gli propone un’offerta dall’altro capo della linea.

Il problema è quello che succede dopo. Secondo diverse organizzazioni che rappresentano consumatori, lavoratori e imprese, la nuova formulazione dell’articolo produce anche effetti non voluti sul mercato dell’energia. Le chiamano distorsioni e sono proprio queste conseguenze ad aver spinto le associazioni a presentare le proprie lamentele. In pratica una norma nata per proteggere finirebbe per incidere in modo inatteso sugli equilibri del settore, ed è questo il punto che l’Antitrust ha deciso di portare all’attenzione delle istituzioni con la sua segnalazione.

Vale la pena sottolineare che l’AGCM non ha messo in discussione la finalità della norma. La segnalazione si concentra sulle possibili criticità che la disciplina aggiornata potrebbe generare nella sua applicazione concreta, un aspetto diverso rispetto all’intento originario del legislatore.

Sette organizzazioni chiedono una revisione

A sollevare il caso sono state in tutto sette sigle. Si tratta di AssoCall Confcommercio, Assoutenti, Codacons, Federazione iConsumatori, UGL Terziario, Movimento Difesa del Cittadino e URT. Un gruppo piuttosto eterogeneo, visto che mette insieme realtà che rappresentano interessi diversi tra consumatori, lavoratori e mondo delle imprese. Proprio questa varietà dà un certo peso alla richiesta, perché le perplessità non arrivano da una sola parte del mercato ma da soggetti che in altre circostanze potrebbero trovarsi su posizioni differenti.

La richiesta comune è quella di una revisione delle nuove regole sul telemarketing energetico, così da correggere gli aspetti che secondo le organizzazioni stanno alterando il funzionamento del settore. Le segnalazioni raccolte non si limitano a una critica generica ma entrano nel merito di alcuni passaggi specifici della norma modificata dal Decreto Bollette. I problemi evidenziati si possono sintetizzare in tre punti principali, che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha trasmesso a Parlamento e Governo insieme alla propria segnalazione sulle possibili criticità della nuova disciplina.

Fonte: TecnoAndroid

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