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Nuova tassa per le auto inquinanti?
Gianni Murano, presidente di UNEM (Unione Energie per la Mobilità), ha criticato l’approccio dell’Unione. Secondo quanto ha dichiarato, l’UE si focalizza solo sulle emissioni senza considerare momenti come la fabbricazione o lo smaltimento. Secondo Murano, l’approccio della Commissione rischia di accelerare una transizione che, senza le giuste basi, potrebbe penalizzare molti.
La Commissione spinge per un’accelerazione sulla mobilità elettrica. Nella sua ultima valutazione del Piano nazionale italiano, chiede chiaramente un ambiente normativo più favorevole ai veicoli elettrici. In pratica: più incentivi per chi compra un’auto elettrica, e probabilmente più tasse per chi sceglie motorizzazioni tradizionali.
Il Governo italiano, dal canto suo, sta preparando una risposta. L’Italia, riguardo la possibilità di adottare una nuova tassa, propone una strada diversa. Sì alla transizione ecologica, ma attraverso un ventaglio di soluzioni. Oltre all’elettrico, ci sono i biocarburanti, i carburanti sintetici. Oltre all’idrogeno e i motori endotermici di nuova generazione. Si tratta di un approccio chiamato “pluralismo tecnologico”, che punta a integrare più soluzioni anziché escluderne alcune a priori.
Si attende il nuovo Ecobonus 2025, che potrebbe essere finanziato anche con parte dei fondi del PNRR destinati alle infrastrutture di ricarica. Non resta che attendere e scoprire quale sarà la strada che finirà per predominare sulle altre riguardo la mobilità e il settore auto.









