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Supernova Athena sta per tornare: Hubble già a caccia del segnale

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La supernova Athena è pronta a ricomparire e gli astronomi non vogliono farsi trovare impreparati. Il telescopio spaziale Hubble ha infatti già cominciato a osservare con attenzione la galassia interessata, alla ricerca di qualsiasi indizio che annunci il ritorno di questa esplosione stellare. Accanto ad Athena c’è poi un’altra protagonista, la supernova Ares, che seguirà la stessa sorte ma con tempi decisamente più lunghi. Talmente lunghi che a goderne lo spettacolo saranno con ogni probabilità i nipoti di chi oggi legge la notizia.

Supernova Athena: come fa un’esplosione a presentarsi due volte

A prima vista l’idea di una supernova che ritorna suona quasi come una contraddizione. Una supernova è la morte violentissima di una stella, un evento che per sua natura non si ripete. Una volta esplosa, quella stella non esiste più nella forma che aveva prima. Eppure parlare di ritorno ha perfettamente senso, a patto di cambiare prospettiva e guardare il fenomeno dal punto di vista della luce che viaggia nello spazio.

Quando tra la sorgente e la Terra si trova una grande concentrazione di massa, la sua gravità è in grado di piegare il percorso dei raggi luminosi. Si tratta del fenomeno noto come lente gravitazionale. La luce di un singolo evento può così essere deviata lungo strade diverse, alcune più brevi e altre più tortuose. Il risultato è che lo stesso lampo raggiunge gli osservatori in momenti distinti, come se l’esplosione venisse trasmessa in replica a distanza di tempo. Non c’è nessuna nuova detonazione, ma solo la medesima luce che arriva in ritardo perché ha seguito un tragitto più lungo.

È proprio questo meccanismo a rendere possibile il ritorno di Athena e, molto più avanti, anche quello di Ares. I due nomi richiamano le divinità della mitologia greca e sono stati scelti per identificare esplosioni che hanno una caratteristica rarissima, quella di poter essere previste in anticipo. Normalmente una supernova si scopre quando è già in corso, spesso per caso. In questi casi invece gli scienziati sanno dove puntare gli strumenti e possono prepararsi per tempo.

Hubble già all’opera, mentre Ares si farà aspettare

Per quanto riguarda Athena, l’attesa sembra ormai agli sgoccioli. Il fatto che Hubble stia già monitorando la galassia dice molto sull’importanza dell’appuntamento. Poter osservare un’esplosione stellare fin dai primissimi istanti è un’opportunità preziosa, perché le fasi iniziali di questi eventi sono proprio quelle più difficili da catturare. Di solito, quando una supernova viene notata, il momento più interessante è già passato da un pezzo.

Con Ares la situazione cambia completamente. La sua luce ha imboccato un percorso ancora più lungo e il suo arrivo è atteso in un futuro lontano, tanto che non sarà l’attuale generazione di astronomi a vederla. Il ritorno di Ares riguarderà chi verrà dopo, i figli e soprattutto i nipoti di chi oggi lavora su questi dati. Una sorta di appuntamento fissato con largo anticipo, tramandato come un’eredità scientifica.

Nel frattempo l’attenzione resta tutta concentrata su Athena. Hubble continua a controllare la galassia alla ricerca di qualsiasi segnale dell’esplosione di ritorno, pronto a registrare il momento in cui quella luce partita tanto tempo fa tornerà finalmente a brillare.

Fonte: TecnoAndroid

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