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Il via libera all’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount è arrivato per via extragiudiziale, con un accordo che chiude la causa antitrust promossa da dodici stati americani e spiana la strada a quella che è già stata definita la fusione dell’anno. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa a Los Angeles dal procuratore generale della California Rob Bonta, che guidava il fronte degli stati contrari all’operazione da circa 10 miliardi di euro. Adesso il closing è atteso per i primi giorni di ottobre.
Il nodo, fin dall’inizio, non era tanto il prezzo quanto la concentrazione di potere editoriale e produttivo nelle mani di un solo gruppo. Con la fusione completata, David Ellison, numero uno di Paramount, si ritrova il controllo dell’universo DC e di quello di Harry Potter, oltre a una lunga lista di altri franchise pesanti. Difficile trovare un precedente recente di questa portata nell’industria dell’intrattenimento americana.
Cosa ha concesso Paramount per chiudere la partita
Le contropartite negoziate con gli stati ruotano attorno a due impegni principali. Il primo riguarda l’informazione: nascerà un comitato per l’indipendenza editoriale con il compito di vigilare su CBS News e su CNN. Il secondo tocca il cinema, con la promessa di garantire trenta uscite cinematografiche all’anno, un punto che interessa da vicino sale, distributori e maestranze.
Anche la Writers Guild of America ha ritirato la propria causa contro l’operazione, pur senza cambiare idea nel merito. Il sindacato degli sceneggiatori lo ha spiegato senza giri di parole nel suo comunicato: una volta che i procuratori generali hanno raggiunto un accordo con Paramount, proseguire da soli sarebbe stato insostenibile per un’organizzazione no profit, perché portare a giudizio una causa antitrust così complessa costerebbe milioni di dollari senza più il sostegno degli enforcer pubblici. In cambio, la WGA ha ottenuto il divieto di licenziamenti per gli sceneggiatori di CBS News Broadcast per cinque anni e il versamento di circa 16 milioni di euro al fondo sanitario del sindacato, oltre al rimborso delle spese legali.
Le voci contrarie e la pressione della California
Non tutti i procuratori generali coinvolti hanno accolto bene l’esito. Diversi avrebbero voluto concessioni più dure, a partire da William Tong, procuratore generale del Connecticut, che ha messo nero su bianco la propria insoddisfazione. La richiesta del suo stato era la cessione completa di CNN e CBS News, una separazione netta pensata per proteggere il giornalismo indipendente. Tong parla apertamente di delusione profonda e punta il dito contro quella che definisce una totale rinuncia del governo federale al proprio ruolo di controllo, una assenza che ha lasciato gli stati a combattere con un braccio legato dietro la schiena.
Il finale della trattativa si è scritto in pochi giorni. Venerdì era già emerso che Paramount stava discutendo in fase avanzata con Bonta per trovare un punto di caduta che permettesse all’operazione di procedere. Sullo sfondo c’era anche una leva politica non da poco: il gruppo avrebbe valutato l’ipotesi di spostare la propria sede fuori dalla California in caso di mancato accordo, prospettiva che ha spinto il governatore Gavin Newsom e la sindaca di Los Angeles Karen Bass a sollecitare il procuratore generale a chiudere la vertenza.
Gli ultimi ostacoli erano già caduti
Sul piano regolatorio la strada era in buona parte libera già prima di questo passaggio. L’operazione aveva infatti ottenuto l’approvazione delle autorità statunitensi, del Dipartimento di Giustizia e dell’Unione Europea. La causa promossa dagli stati rappresentava l’ultimo vero ostacolo rimasto sul percorso di David Ellison, e con il suo superamento l’accordo è di fatto sigillato.
Resta il quadro industriale che ne esce: un colosso che mette insieme cataloghi cinematografici, franchise da miliardi e due delle principali redazioni giornalistiche televisive americane, con garanzie di indipendenza affidate a un organismo interno anziché a una separazione societaria. L’acquisizione dovrebbe essere formalizzata entro le prime settimane di ottobre.
Fonte: TecnoAndroid








