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Super Mario Bros. e Duck Hunt: 97 copie sigillate mai viste

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Novantasette copie sigillate di Super Mario Bros./Duck Hunt per Nintendo Entertainment System sono riemerse da una scatola di vecchi videogiochi consegnata anni fa a un negozio di retrogaming, e non si tratta di semplici doppioni finiti per caso nello stesso cartone. La cartuccia è quella che milioni di persone hanno conosciuto negli anni Ottanta, uno dei titoli più celebri della storia di Nintendo, ma la versione contenuta in quelle confezioni non era mai stata documentata prima. Un dettaglio che, nel mondo del collezionismo videoludico, cambia completamente il peso di un ritrovamento.

La dinamica ha qualcosa di paradossale. Quelle scatole erano rimaste ferme, in attesa, dentro un negozio dedicato proprio al recupero di materiale d’epoca. Nessun colpo di scena, nessuna caccia al tesoro organizzata. Solo una scatola che aspettava di essere aperta con la dovuta attenzione, e che alla fine ha restituito 97 esemplari ancora avvolti nella plastica originale.

Perché 97 copie sigillate valgono più di un semplice ritrovamento

Nel collezionismo legato al NES la parola chiave è sempre la stessa: condizione. Una cartuccia sfusa, giocata e riposta in un cassetto per trent’anni, ha un valore che difficilmente supera quello affettivo. Una copia ancora sigillata, con l’involucro intatto, si muove su un piano diverso. E quando le copie sigillate sono quasi cento, tutte dello stesso titolo, il discorso si sposta ancora più in alto, perché diventa possibile confrontarle, catalogarle e stabilire un punto di riferimento per il mercato.

Super Mario Bros./Duck Hunt era la cartuccia doppia che accompagnava le console vendute in bundle, quindi tutt’altro che rara nella sua forma comune. Il punto è che la variante emersa da quella scatola non risultava registrata in nessun archivio conosciuto dai collezionisti. Una versione mai vista prima, appunto, che sposta l’attenzione dal singolo pezzo alla storia produttiva di Nintendo e alle sue infinite piccole differenze di stampa, confezionamento e distribuzione.

Punteggi record, aste e beneficenza

Le copie sono state sottoposte a valutazione professionale, il procedimento che assegna un punteggio alla conservazione di confezione e sigillo, e i risultati parlano di valori da record. È il passaggio che trasforma un ritrovamento fortunato in un bene con un prezzo riconosciuto, perché senza quella certificazione qualsiasi cifra resterebbe una stima da bancarella.

Da qui la destinazione naturale di un gruppo così numeroso di esemplari: le aste. Una parte del ritrovamento è destinata anche a iniziative benefiche, scelta che nel settore del retrogaming non è nuova e che di solito accende ulteriormente l’interesse degli appassionati, perché unisce la rarità del pezzo a una motivazione che va oltre il puro investimento.

Il mercato dei videogiochi sigillati, del resto, negli ultimi anni ha assunto dimensioni che pochi avrebbero previsto quando quelle cartucce venivano vendute insieme alla console. Titoli comunissimi all’epoca, prodotti in milioni di copie, oggi valgono cifre importanti proprio perché quasi nessuno pensava di conservarli chiusi. Chi ha aperto la confezione, giustamente, voleva giocare.

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