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Il Super El Niño che sta caratterizzando questo 2026 sta prendendo una piega che pochi si aspettavano, spingendosi oltre qualsiasi cosa gli scienziati avessero registrato fino a oggi. Le proiezioni parlano chiaro: l’evento in corso è sulla buona strada per diventare il più intenso mai documentato, superando persino quello devastante che colpì il pianeta tra il 1997 e il 1998.
Per chi non ha presente cosa significhi tutto questo, vale la pena fare un passo indietro. El Niño è un fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’oceano Pacifico. Non è una novità in sé, torna ciclicamente, ma quando arriva nella sua versione più aggressiva le conseguenze si sentono ovunque, dalle piogge torrenziali in alcune zone del mondo alla siccità estrema in altre. E questa volta la scala di quello che sta accadendo ha spinto la comunità scientifica a parlare apertamente di territorio inesplorato.
Un confronto che mette i brividi
Il paragone più immediato è con l’evento del 1997/98, uno di quelli rimasti negli annali. Quell’episodio provocò danni economici stimati in migliaia di miliardi e causò migliaia di vittime in giro per il pianeta. Ecco perché l’idea che il Super El Niño attuale possa essere addirittura più caldo e più severo di allora fa suonare più di un campanello d’allarme tra i ricercatori.
Quando gli esperti usano un’espressione come “ci troviamo in territorio inesplorato” non lo fanno per costruire suspense o alzare i toni. Lo fanno perché i modelli che avevano a disposizione, costruiti sull’esperienza degli eventi passati, faticano a inquadrare qualcosa che si spinge così avanti rispetto a tutto ciò che era stato osservato in precedenza. È una situazione che, di fatto, esce dai binari conosciuti.
La portata di un fenomeno del genere non riguarda solo chi studia il clima nei laboratori. Le ricadute di un El Niño particolarmente forte tendono a farsi sentire su scala globale, con effetti che possono intrecciarsi tra meteo estremo, agricoltura e sistemi economici già messi alla prova. L’evento del passato aveva mostrato quanto potesse costare, sia in termini di danni economici sia di vite umane, e il timore è proprio quello di rivedere dinamiche simili, se non peggiori.











