Il mild hybrid targato Subaru ha le ore contate, almeno in Giappone, dove gli ordini per i modelli dotati di questa tecnologia si fermeranno entro l’autunno del 2026. La casa giapponese ha deciso di mandare in pensione il propulsore e-BOXER a settembre, ridisegnando tutta la gamma attorno a tre categorie ben distinte. Da quel momento in poi non ci sarà più una via di mezzo, perché ogni modello finirà per collocarsi da una parte o dall’altra della linea.
La scelta arriva spinta da due fattori che pesano parecchio, ovvero le normative sulle emissioni sempre più severe e le dinamiche di mercato che stanno cambiando volto un po’ ovunque. Il motore mild hybrid da 2.0 litri era comparso per la prima volta nel 2018 proprio in Giappone, per poi allargarsi verso Europa, Oceania e Asia, senza però mai arrivare in Nord America. Nel corso della sua carriera ha animato Impreza, Crosstrek e Forester, restando invece fuori dalla portata di Levorg, Legacy, Outback, WRX e BRZ.
La comunicazione ufficiale parla chiaro. Alla luce dei progressi nell’elettrificazione e dell’inasprimento delle regole ambientali, Subaru ha rivisto il proprio portafoglio prodotti e ha deciso di chiudere il programma legato al mild hybrid. Una frase asciutta, ma che spiega bene la direzione presa.
Chi resta a benzina e chi passa al full hybrid
Con l’uscita di scena dell’unità mild hybrid, Impreza in versione hatchback diventa una proposta puramente a benzina, mentre la strettamente imparentata Crosstrek si sposta sul sistema S:HEV, il full hybrid, che diventa la sua unica opzione disponibile. Insomma, ognuna delle due finisce su un fronte diverso, senza sovrapposizioni.
Un discorso a parte meritano gli altri modelli della gamma. Levorg Layback e Forester lasciano la scelta tra il motore turbo da 1.8 litri e il sistema S:HEV, dando quindi un margine di manovra a chi acquista. La Levorg wagon nella sua versione classica e la WRX S4 berlina rimangono invece fedeli al boxer turbo da 2.4 litri, mentre BRZ conserva il suo motore aspirato. Sul versante elettrico puro, invece, la lista comprende i crossover Solterra, Uncharted, Trailseeker e Getaway.
Vale la pena capire come funziona il cuore di questa transizione. Il sistema S:HEV autoricaricabile mette insieme un quattro cilindri boxer aspirato da 2.5 litri con un singolo motore elettrico e una batteria che arriva direttamente da Toyota. La potenza però viene scaricata su tutte e quattro le ruote attraverso l’architettura meccanica Symmetrical AWD di Subaru, e non tramite il sistema elettrico E-Four sviluppato dalla stessa Toyota. Un dettaglio che segna la differenza tra le due filosofie.
Gli sportivi a benzina non spariscono
Nonostante la spinta decisa verso l’elettrificazione, Subaru non ha alcuna intenzione di abbandonare i motori a combustione pensati per gli appassionati, quantomeno non ora. L’azienda ha confermato tre futuri modelli performanti a benzina con cambio manuale, un dettaglio che farà piacere a chi ancora cerca quel tipo di guida. Nella lista figurano una WRX hatchback, una WRX berlina e una versione aggiornata della BRZ.
La strategia, quindi, tiene insieme due anime che sembrano opposte. Da un lato l’apertura sempre più netta verso le soluzioni elettrificate, con la tecnologia di Toyota che entra sempre più a fondo nei meccanismi della casa giapponese. Dall’altro la volontà di tenere in vita quei modelli a benzina che rappresentano ancora un pezzo importante dell’identità del marchio.


