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Il nuovo trailer del film di Street Fighter ha scelto una strada precisa, quella del divertimento senza filtri, e la percorre fino in fondo senza mai chiedere scusa. Chi aspettava una trasposizione seriosa e cupa del picchiaduro più famoso di sempre resterà probabilmente spiazzato, perché quello che si vede sullo schermo è un concentrato di colori accesi, sudore, muscoli e mosse speciali fisicamente impossibili. Il tono era già chiaro dal teaser mostrato ai Game Awards, accompagnato dall’energia contagiosa di “Punk Tactics”, che regalava il primo assaggio di una versione live action di Street Fighter 2 con tutti i personaggi più amati impegnati a distribuire calci e pugni in ogni modo possibile.
Il nuovo filmato conferma la direzione e la amplifica. C’è un hadouken vero, sparato in mezzo alla scena come se fosse la cosa più normale del mondo, e ci sono le gambe di Chun-Li scatenate senza il minimo freno. Il risultato è deliziosamente fuori controllo, ma nel senso migliore del termine, quello che restituisce l’anima chiassosa e un po’ assurda della saga di Capcom invece di nasconderla sotto uno strato di finta credibilità.
Street Fighter: un massimalismo dichiarato dietro la macchina da presa
La trama, a questo punto, conta poco. L’aspetto interessante è un altro, ovvero che il regista Kitao Sakurai sembra aver costruito un’opera di puro massimalismo cinematografico, perfettamente in sintonia con l’energia caotica del materiale di partenza. Ogni inquadratura è satura, sporca, esagerata. E funziona proprio perché non prova a essere altro da quello che è.
Sakurai, collaboratore abituale di Eric Andre, dimostra anche di avere occhio per l’azione messa in scena con criterio, che nei film tratti dai videogiochi non è affatto un dettaglio scontato. Nel trailer si nota una lunga inquadratura dedicata a Chun-Li che smonta un gruppo di avversari uno dopo l’altro, girata con un senso dello spazio che si fa notare. Anche i momenti più fantasiosi, quelli in cui la fisica va in vacanza, risultano incorniciati con cura invece di trasformarsi in poltiglia digitale.
Non manca il pezzo forte destinato a dividere, cioè un Blanka realizzato in CGI e interpretato da Jason Momoa. Una scelta che sulla carta suona rischiosa e che nel montaggio finale si inserisce nel clima generale da baraccone luminoso, coerente con tutto il resto.
Il confronto estivo che non ci sarà
L’unico rammarico riguarda la programmazione. Paramount non ha avuto il coraggio di far scontrare il film di Street Fighter con Mortal Kombat 2, e quel duello nelle sale sarebbe stato lo scontro estivo perfetto, con due dei picchiaduro più iconici della storia a spartirsi il pubblico nello stesso weekend. Una di quelle occasioni che il marketing cinematografico sogna e poi, per prudenza, lascia scivolare via.
Nel frattempo la promozione ha preso una piega curiosa. Su YouTube esiste una versione giocabile del trailer, in cui si tocca lo schermo seguendo i comandi di un vecchio cabinato arcade. Non è detto che sia il modo migliore per apprezzare le immagini del film, considerando che l’attenzione finisce inevitabilmente sui pulsanti invece che sulla regia, ma l’idea di trasformare un video promozionale in una piccola sessione da sala giochi resta un omaggio azzeccato alle origini della serie. E comunque esiste, disponibile per chiunque voglia provarla.
Il quadro complessivo, quindi, è quello di un adattamento che accetta la propria natura camp, ci si tuffa dentro e ne fa un punto di forza. Colori impossibili, coreografie sopra le righe, personaggi trattati come icone pop e non come figure da riscrivere in chiave realistica. Il tipo di operazione che, vista dal trailer, sembra sapere esattamente cosa vuole essere.









