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Mentre il mercato europeo continua a offrire uno scenario tutt’altro che rassicurante, in America Latina il vento soffia in un’altra direzione per Stellantis. Lo stabilimento di Goiana, in Brasile, ha infatti superato quota 300.000 veicoli esportati dal 2015 a oggi, raggiungendo oltre 20 paesi sparsi tra Sud America, Caraibi, Medio Oriente ed Europa. Un traguardo che racconta molto di come il gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA stia distribuendo il proprio peso produttivo nel mondo.
Il contesto europeo, pur complicato, non è comunque da buttare. Nonostante la crisi, Stellantis ha chiuso lo scorso anno nell’area UE30 al secondo posto assoluto tra i costruttori, con 2.421.571 immatricolazioni tra auto e veicoli commerciali leggeri e una quota di mercato del 16%. Numeri solidi, certo, ma è dall’altra parte dell’oceano che arrivano le notizie più incoraggianti.
In terra brasiliana l’impianto può contare su una capacità produttiva annua che arriva fino a 280.000 unità. Dalle linee escono modelli Jeep e FIAT, tra cui Toro, Renegade e Compass, e proprio per questo il sito è ormai considerato un polo determinante per le ambizioni internazionali del gruppo.
Perché Goiana è diventata centrale per Stellantis
Nelle economie emergenti del Sud America l’attività del colosso italofrancese cresce a ritmi serrati. Il superamento dei 300.000 veicoli esportati dimostra quanto la fabbrica di Pernambuco sia diventata un punto di riferimento sia per il mercato locale sia per la strategia globale di Stellantis. Le vetture assemblate qui vengono poi spedite in altre 20 nazioni, un raggio d’azione che pochi anni fa sarebbe sembrato ambizioso.
In tempi piuttosto rapidi Goiana si è trasformata nella vera base produttiva per più mercati, con volumi che possono spingersi anche oltre i 280.000 veicoli l’anno. Dallo stabilimento escono proposte di grande successo come Jeep Compass, Jeep Renegade, Jeep Commander, FIAT Toro e Ram Rampage. Una gamma che punta dritta su ciò che il pubblico chiede di più.
Le vetture a ruote alte del gruppo, del resto, sono tra le più ricercate dai clienti. Con la diffusione della moda dei SUV e dei pickup, il peso dei segmenti più richiesti è cresciuto parecchio sul mercato automobilistico mondiale, e l’impianto brasiliano si è trovato nella posizione giusta per intercettare questa domanda.
Il successo di FIAT Toro oltre i confini sudamericani
Il pickup realizzato dalla filiale brasiliana di FIAT a partire dal 2016 ha visto crescere le vendite anche fuori dal Sud America, superando quota 78.000 esemplari destinati ai mercati esteri. FIAT Toro figura così tra i tre modelli con il maggior volume di esportazioni nella storia dello stabilimento. Il robusto mezzo da lavoro e tempo libero nasce sul pianale Small US Wide, lo stesso impiegato da altre vetture del gruppo come Jeep Renegade.
Accanto al pickup, sul podio dei modelli più esportati da Goiana dal 2015 a oggi, trovano posto proprio Renegade e Jeep Compass. All’origine l’impianto avrebbe dovuto soprattutto sostenere la crescita del marchio Jeep nella regione. Oggi invece rifornisce mercati molto diversi tra loro con un’offerta decisamente più ampia, segno di una vocazione che è cambiata strada facendo.
A commentare i risultati è stato Matias Pablo Merino, vicepresidente Supply Chain per il Sud America, che ha sottolineato con grande orgoglio la crescita internazionale di Stellantis trainata dallo stabilimento brasiliano.
Fonte: TecnoAndroid








