In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Le guide ufficiali per riparare Steam Machine sono ora disponibili su iFixit, e sono un bel pacchetto: diciotto documenti realizzati direttamente da Valve, che coprono tutto quello che c’è da sapere per aprire il piccolo PC da gaming e metterci le mani dentro. Non una novità assoluta nei rapporti tra le due aziende, visto che la collaborazione sul tema della riparabilità va avanti dai tempi di Steam Deck, ma qui il livello di dettaglio fa capire quanto Valve tenga a far sapere che la sua console si può smontare senza troppi drammi.
Il ventaglio di interventi documentati è ampio, e comprende sia la manutenzione ordinaria sia la sostituzione dei componenti più importanti. Nell’elenco si trovano pannello posteriore, mascherina frontale, ventola, piedini, copertura delle porte anteriori, scheda USB con pulsante di accensione, scheda HDMI e DisplayPort, dissipatore, scheda madre, alimentatore, RAM, porte USB ed Ethernet posteriori, SSD, scheda SSD, scocca e lettore microSD. In pratica, poco o nulla resta fuori dalla lista.
Dalla pulizia interna a Inkterface, la mascherina fai da te
Oltre alle sostituzioni, c’è una guida dedicata all’apertura e alla pulizia della macchina, utile anche per chi non ha guasti da risolvere ma vuole semplicemente togliere la polvere accumulata. E poi c’è il capitolo più curioso, quello su Inkterface: si tratta della mascherina frontale basata su display E-Ink capace di mostrare informazioni utili sullo stato operativo della console. Valve la presenta come accessorio ufficiale, però non la vende. Chi la vuole deve costruirsela, seguendo una guida piuttosto dettagliata che include l’elenco dei materiali necessari e il software di controllo. Una scelta insolita, che riguarda soprattutto il pubblico più smanettone.
La documentazione, va detto, ha anche un valore diverso da quello puramente pratico. Sfogliarla permette di guardare da vicino come è costruita internamente questa console compatta, come sono disposte le schede, dove passa il flusso d’aria, quanto spazio occupa l’alimentatore. Per chi è appassionato di hardware è quasi materiale da studio, al di là dell’intenzione di intervenire fisicamente sul dispositivo.
Non tutte le riparazioni sono uguali
Qui arriva la parte che conviene leggere con attenzione, perché la difficoltà cambia parecchio a seconda di cosa si deve fare. Cambiare i piedini è un’operazione banale, sostituire la scheda madre è un’altra storia: 55 passaggi, uno dietro l’altro. Dissipatore e alimentatore sono ancora un filo più impegnativi, con due passaggi in più ciascuno. Numeri che raccontano bene quanto sia densa la costruzione interna di questa macchina.
Servono anche alcuni strumenti specifici, ma niente di difficile da trovare o particolarmente costoso. Un cacciavite Torx T8, spatole per elettronica, pinzette e diverse tipologie di pasta o stucco termico, a seconda del punto in cui si lavora. Chi ha già smontato un portatile o una console ha probabilmente la maggior parte di questa attrezzatura in casa.
Ogni guida, inoltre, riporta un livello di difficoltà indicato e una stima dei tempi necessari. È un dettaglio che vale più di quanto sembri, perché permette di capire in anticipo se una certa riparazione sia davvero alla propria portata oppure se convenga rivolgersi a qualcuno con più esperienza. Meglio scoprirlo prima di aver già svitato mezza scocca, insomma.
Fonte: TecnoAndroid








