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Il debutto di Steam Frame arriva con un prezzo che Valve stessa avrebbe voluto diverso, perché il visore doveva costare meno di quei circa 975 euro con cui si presenta oggi sul mercato. Non è un dettaglio marginale, è il cuore della questione: l’azienda aveva in mente un dispositivo più accessibile, poi il mercato delle memorie ha rimescolato tutti i conti.
Le parole di Jeremy Selan, sviluppatore di Valve, sono piuttosto chiare. L’obiettivo era un prodotto molto più abbordabile, ma il mercato globale della RAM e quello dello storage hanno colpito Valve esattamente come hanno colpito tutti gli altri. Anzi, dice Selan, c’è stata una battaglia interna per riuscire a fermarsi almeno a questa cifra. Il che lascia intuire scenari peggiori, evitati per un soffio.
Un visore venduto praticamente al costo dei componenti
Sul fatto che Steam Frame venga venduto a prezzo di costo, Valve non ha rilasciato una conferma esplicita come invece era accaduto con Steam Machine, il PC da salotto proposto a circa 965 euro. Però Pierre-Loup Griffais, altro sviluppatore della casa di Bellevue, ha lasciato capire che la situazione è molto simile: secondo le sue parole non c’è nessuna vera distorsione rispetto al semplice prezzo delle parti che compongono il dispositivo. Tradotto in linguaggio meno diplomatico, il margine è sottilissimo o inesistente.
La domanda successiva era quasi inevitabile, e infatti è arrivata: perché non montare meno memoria e abbassare il listino? Griffais ha risposto che a quel punto lo sviluppo era andato troppo avanti per ripensare completamente il prodotto. Una scelta tecnica presa mesi prima che il costo dei chip esplodesse, e ormai difficile da smontare senza rifare tutto da zero.
Vale la pena ricordare cosa aveva promesso Valve al momento dell’annuncio: un prezzo inferiore a quello del vecchio Valve Index, arrivato sul mercato a circa 920 euro e legato a doppio filo a un PC tramite collegamento diretto. La promessa, alla prova dei fatti, non è stata mantenuta. E la differenza pesa, anche se il prodotto oggi è tecnicamente un’altra cosa.
Cosa offre Steam Frame in cambio di quel listino
Perché Steam Frame, a differenza di Index, è completamente wireless. Può ricevere lo streaming da un PC attraverso la rete WiFi oppure tramite il dongle wireless a 6GHz incluso nella confezione, e soprattutto riesce a far girare in autonomia i giochi meno esigenti grazie al chip Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3 e ai 16GB di memoria a bordo. Proprio quella dotazione di RAM, spiega Valve, è ciò che ha permesso di portare Half Life: Alyx a funzionare nativamente sul visore, senza appoggiarsi a una macchina esterna. Un risultato che, sul piano tecnico, giustifica in parte le scelte fatte in fase di progettazione.
Sul prezzo, comunque, l’azienda si dichiara abbastanza serena. La motivazione è che tutto il resto dell’hardware informatico sta rincarando nello stesso momento, quindi il confronto va fatto sul contesto e non in astratto. Griffais lo spiega guardando alle memorie: qualsiasi prodotto con una quantità di RAM simile sta seguendo la stessa traiettoria al rialzo, e Steam Machine non risulta più caro di un PC di pari livello. Due dispositivi che si muovono nello stesso punto dello stesso mercato, secondo lo sviluppatore, e lo stesso ragionamento si applicherà anche al visore. Resta il fatto, concreto e misurabile, che l’ambizione iniziale di Valve era un altro numero sul cartellino. Il mercato dei semiconduttori ha imposto la sua versione dei fatti, e la cifra finale di circa 975 euro è il compromesso uscito da quella trattativa.
Fonte: TecnoAndroid








