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Starship si prepara a un traguardo che finora nessuno ha mai raggiunto, ovvero la cattura al volo della navetta direttamente sulla torre di lancio. SpaceX ci ha ormai abituati a scene impensabili fino a pochi anni fa, ma quello che si prospetta col prossimo test è un altro capitolo. Portare un razzo nello spazio resta un’impresa complicata, però riportarlo indietro senza ridurlo in mille pezzi lo è ancora di più. Ed è proprio qui che l’azienda di Elon Musk ha costruito la sua fama.
Basta pensare a cosa ha fatto con Falcon 9. Vedere quei giganti dei cieli ridiscendere e posarsi in piedi è diventato quasi routine, qualcosa che ormai guardiamo con una certa naturalezza. Eppure tutto questo, per quanto straordinario, sembra poca cosa rispetto a ciò che SpaceX vuole tentare adesso.
Il piano di SpaceX per il Flight 14
La logica dietro Starship è semplice da capire anche per chi non mastica ingegneria aerospaziale. L’idea è avere una navicella pronta a ripartire in fretta, quasi come succede con un aereo di linea che atterra, si rifornisce e torna in volo. Niente lunghe attese, niente ricostruzioni, giusto il tempo di controllare tutto e via. Un obiettivo ambizioso, che finora è rimasto sulla carta.
Il momento della verità potrebbe arrivare col Flight 14, che SpaceX punta a effettuare entro agosto. Se le autorità daranno il via libera, l’azienda proverà per la prima volta a catturare direttamente Ship, lo stadio superiore alto 52 metri, usando la stessa torre di lancio. Un’operazione delicatissima, dove il margine di errore è praticamente nullo.
Come funziona la cattura al volo
Vale la pena ricordare come dovrebbe svolgersi questa manovra, perché è tutt’altro che banale. La torre di Starbase monta due enormi bracci meccanici, ribattezzati chopsticks, letteralmente le bacchette. Sono loro il cuore di tutto. Durante la discesa, questi bracci hanno il compito di afferrare il veicolo al volo, bloccandolo prima che tocchi terra.
Un meccanismo che sulla carta suona quasi fantascientifico, ma che SpaceX ha già sperimentato con successo sul booster, la parte inferiore del razzo. Farlo con Ship, però, è tutta un’altra faccenda. Lo stadio superiore rientra da quote e velocità diverse, con dinamiche più complesse da gestire. Ecco perché ogni dettaglio conta e perché serve l’autorizzazione delle autorità prima di procedere.
Se il tentativo andrà a buon fine, sarà la dimostrazione concreta che il concetto di razzo completamente riutilizzabile non è più soltanto una promessa. E per SpaceX significherebbe avvicinarsi ancora di più a quel modello di volo spaziale rapido ed economico che insegue da anni.










