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Starlink, in Spagna l’internet satellitare cresce di dieci volte

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In Spagna le connessioni a internet satellitare si sono moltiplicate per dieci nel giro di pochi anni, e buona parte del merito va a Starlink. Il dato arriva dalla CNMC, la Commissione nazionale dei mercati e della concorrenza, che in un rapporto appena pubblicato conta circa 100.000 accessi via satellite su tutto il territorio. Alla fine del 2022 erano appena 10.000.

Una crescita del genere non nasce dal nulla. A spingerla è stato il massiccio dispiegamento di nuove costellazioni in orbita bassa, con la società di Elon Musk in prima fila. Non è però l’unico nome in campo, perché nel Paese operano o si preparano a farlo anche OneWeb (ormai parte di Eutelsat), Amazon Leo, Viasat, Hispasat e Iridium.

Nonostante il balzo, i numeri vanno letti con le giuste proporzioni. Gli accessi satellitari rappresentano appena lo 0,5% del totale delle connessioni internet spagnole. Si tratta di una porzione minima in un mercato della banda larga fissa dominato dall’ampia copertura della fibra ottica fino a casa, la cosiddetta FTTH.

Eppure negli ultimi anni il settore ha corso parecchio, proprio grazie all’espansione dei satelliti LEO guidati da Starlink. La differenza rispetto al passato sta tutta nella distanza. I tradizionali satelliti geostazionari, indicati con la sigla GEO, lavorano a circa 36.000 chilometri di altezza. Quelli in orbita bassa invece si trovano ad appena qualche centinaio di chilometri dalla Terra, più vicini persino delle costellazioni Galileo (europea) e GPS (statunitense), che occupano l’orbita media e servono ai sistemi di geolocalizzazione.

Stare così vicini al pianeta permette di aumentare la velocità e ridurre la latenza. Il risultato si vede nei dati della CNMC, secondo cui quasi il 90% degli accessi via satellite si colloca tra 100 e 300 Mbps. Un livello che rende l’esperienza d’uso molto più simile a quella di una normale connessione terrestre.

Dagli incendi di luglio ai servizi D2D

Il collegamento satellitare non serve solo alle abitazioni. Viene impiegato anche per le comunicazioni marittime e aeronautiche, per i servizi alle imprese, per l’internet delle cose, per le attività governative e per le comunicazioni di emergenza. Proprio quest’ultimo aspetto è emerso con forza lo scorso luglio durante gli incendi che hanno colpito Madrid, Ávila e Toledo. In quell’occasione è stato usato per la prima volta in Spagna un servizio di connettività diretta tra satelliti e telefoni cellulari, noto come Direct to Device o D2D, grazie alla collaborazione tra Starlink, Orange e Telefónica.

Quell’esperimento è stato possibile solo con un’autorizzazione temporanea e urgente della Segreteria di Stato per le Telecomunicazioni e le Infrastrutture Digitali. Nel frattempo però i primi servizi D2D commerciali di Starlink Mobile sono già attivi in diversi Paesi, e varie aziende stanno lavorando per portare questa tecnologia sul mercato spagnolo non appena l’Unione Europea darà il via libera.

L’unione tra reti mobili e satellitari consentirà di estendere la copertura cellulare nelle aree che le infrastrutture terrestri non raggiungono. In pratica gli utenti potranno agganciarsi con il proprio smartphone direttamente a una costellazione in orbita. Per la CNMC resterà comunque questo il ruolo del satellite, cioè fare da complemento alle reti terrestri nelle zone dove fibra e rete mobile non arrivano o non garantiscono una qualità del servizio sufficiente.

Fonte: TecnoAndroid

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