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Star Wars: Zero Company, ci avete già giocato?

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Electronic Arts ha diffuso il trailer finale di Star Wars: Zero Company, l’avventura tattica a turni ambientata nella galassia lontana lontana. Il gioco è già arrivato, ma per chi è ancora indeciso, consigliamo di vedere il video riportato di seguito. Un ultimo sguardo, insomma, prima che il gioco finisca davvero nelle mani di chi lo aspetta da mesi, con una panoramica che tocca sia il racconto sia le meccaniche vere e proprie.

La cornice narrativa è una storia originale, con un taglio dichiaratamente cinematografico, collocata verso la fase finale delle Guerre dei Cloni. Il protagonista si chiama Hawks, ex ufficiale della Repubblica, e viene chiamato a prendere il comando della squadra d’élite che dà il nome al gioco. L’obiettivo è portare a termine un’operazione complicata e fermare una minaccia capace, potenzialmente, di travolgere l’intera galassia. Niente eroi già scritti nei libri di storia quindi, ma un gruppo costruito da zero attorno a una missione che si annuncia parecchio delicata.

Strategia dentro e fuori dal campo di battaglia

Il cuore dell’esperienza è la pianificazione strategica, e non riguarda soltanto i combattimenti. Una parte consistente del tempo si gioca nella gestione della base operativa, dove si decidono priorità, risorse e assetti prima ancora di partire. Poi ci sono gli scontri veri e propri, su campi di battaglia descritti come in continua evoluzione, dove le scelte fatte in precedenza pesano eccome sul risultato finale. È una struttura che punta a rendere ogni partita diversa dalla precedente, senza percorsi obbligati.

In battaglia la squadra può essere composta mescolando tipologie di personaggi molto diverse tra loro. Si va dalle canaglie ai droidi astromeccanici, fino ai Jedi, ognuno con un proprio ventaglio di abilità tattiche da sfruttare per avere la meglio sui nemici. La combinazione dei ruoli, più che la forza bruta, sembra essere la chiave per uscire vivi dalle situazioni più complicate, con un arsenale di opzioni che si allarga man mano che si avanza.

Crescita della squadra e personalizzazione

Procedendo tra le operazioni sul campo e le fasi d’indagine, i membri del gruppo migliorano le proprie capacità e sviluppano sinergie di combattimento che possono ribaltare l’esito degli scontri più ostici. È il tipico meccanismo dei tattici a turni, quello per cui un’unità apparentemente marginale diventa insostituibile dopo qualche missione, e qui viene legato in modo diretto al ritmo della campagna.

Ampio anche il margine di personalizzazione. Oltre a definire l’aspetto e la specializzazione di Hawks, è possibile configurare liberamente equipaggiamento, estetica e abilità degli altri componenti della squadra, adattando tutto al proprio stile di gioco. Chi preferisce un approccio prudente e difensivo può costruirsi un gruppo di conseguenza, chi punta all’aggressività ha strumenti altrettanto validi. Il trailer insiste parecchio su questo aspetto, presentandolo come uno dei tratti distintivi della produzione.

Il quadro complessivo che emerge dal filmato è quello di un titolo che prova a tenere insieme due anime, quella tattica pura fatta di griglie, coperture e decisioni ponderate, e quella narrativa da blockbuster spaziale. La scelta di ambientare tutto nel finale delle Guerre dei Cloni offre un contesto già noto agli appassionati ma sufficientemente elastico per raccontare qualcosa di inedito, senza dover incastrare la trama tra eventi già canonizzati.

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