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Spotify Premium aumenta di prezzo in Europa: e in Italia?

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Chi paga ogni mese l’abbonamento a Spotify Premium farebbe bene a tenere d’occhio la casella di posta, perché una nuova tornata di rincari ha già iniziato a muoversi in Europa. Non in Italia, almeno per ora, ma il meccanismo è quello che conosciamo bene: si parte da un mercato, poi il listino si allinea altrove. Nelle scorse ore la piattaforma svedese ha comunicato ufficialmente un aumento del prezzo dell’abbonamento in più di un paese europeo, con cifre che parlano chiaro.

Il caso più concreto arriva dal Belgio, dove gli utenti hanno ricevuto una mail in olandese che spiega la novità senza troppi giri di parole. Chi ha un piano individuale non pagherà più 11,99 euro al mese, ma 13,99 euro al mese, con applicazione a partire dai rinnovi di settembre. Due euro in più, che su base annua fanno una differenza tutt’altro che simbolica per chi tiene sotto controllo le spese ricorrenti.

Le motivazioni ufficiali dell’aumento di Spotify Premium

La spiegazione contenuta nella comunicazione è di quelle già sentite, praticamente identica a quella usata da qualsiasi servizio in abbonamento quando ritocca i prezzi. Il rincaro, si legge nel messaggio, permette all’azienda di investire di più su Premium, con l’obiettivo dichiarato di migliorare il servizio e offrire la migliore esperienza utente possibile. Formule standard, insomma, che non entrano nel dettaglio di quali funzioni o novità dovrebbero arrivare in cambio dei soldi extra.

Va detto che il fenomeno non riguarda soltanto la musica in streaming. Il prezzo degli abbonamenti digitali si è mosso al rialzo con una certa insistenza negli ultimi anni, e la sensazione è che siamo entrati in una fase in cui gli aggiustamenti periodici fanno parte del modello di business. Basta guardare a YouTube Premium, il cui aumento è già ufficiale e coinvolge anche il mercato italiano: nessuna attesa, nessuna gradualità, il nuovo listino è già realtà per chi si abbona alla piattaforma di Google.

Italia esclusa, ma il precedente c’è

Meglio chiarirlo subito, per evitare allarmismi: sul fronte italiano non c’è nulla di ufficiale. Nessuna mail, nessun annuncio, nessuna indicazione di date. Chi ha Spotify attivo in Italia continua a pagare quanto ha sempre pagato, e questo vale sia per il piano individuale sia per le altre formule disponibili.

Il punto, però, è un altro. Gli aumenti dei prezzi su questo tipo di piattaforme raramente restano confinati a un singolo paese. Il passaggio da un mercato all’altro è quasi sempre una questione di tempo, e in alcuni casi il cosiddetto contagio è stato piuttosto rapido, con nuovi listini comunicati a distanza di poche settimane. Non è una regola scritta, ma la storia recente degli abbonamenti in streaming suggerisce che l’Italia difficilmente rimane a lungo fuori da questi movimenti.

Per il momento, dunque, la situazione è a due velocità: da una parte i paesi europei già interessati dal ritocco, con il Belgio come esempio documentato e la cifra di 13,99 euro al mese sul tavolo, dall’altra i mercati ancora fermi ai prezzi precedenti. Chi vuole capire in anticipo cosa succederà al proprio piano ha un solo indicatore affidabile, ovvero le comunicazioni dirette inviate da Spotify Premium agli abbonati, che di solito anticipano di qualche settimana l’entrata in vigore delle nuove tariffe al momento del rinnovo.

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