In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
‘Epic Games Store non convince del tutto chi osserva il mercato dei videogiochi con occhio freddo, e il motivo è semplice: le novità annunciate un mese fa all’Unreal Fest, con un launcher più rapido e un’interfaccia più personalizzata, secondo alcuni non bastano a scalfire il dominio di Steam. Epic Games ha presentato quella nuova versione dello store digitale con l’obiettivo dichiarato di reggere il confronto con la piattaforma di Valve, ma Emmanuel Rosier, direttore dell’analisi di mercato di Newzoo, ha fatto capire di non vederci una svolta. Il punto sollevato dall’analista riguarda proprio la sostanza dei cambiamenti. Rosier ha ammesso di non capire in che modo interventi di questo tipo possano rafforzare la posizione dello store e ribaltare gli equilibri di un mercato che, ormai, sembra cristallizzato attorno a un solo nome.
Il paradosso dei giochi gratis
“Steam è diventato ormai inevitabile”, ha spiegato Rosier. E qui arriva l’osservazione più tagliente sull’intera strategia dell’Epic Games Store: la vetrina attira giocatori regalando titoli, ma le persone si limitano ad accedere, riscattare il gioco gratuito e poi sparire. Nessuna sessione di gioco, nessun coinvolgimento reale. Secondo l’analista si tratta quasi più di un collezionare videogiochi che di un giocarci davvero.
È una critica che colpisce il cuore del modello adottato da Epic Games fin dal lancio della piattaforma. Le librerie degli utenti si riempiono, i numeri degli account crescono, ma il tempo speso effettivamente dentro lo store resta un’altra faccenda. E il tempo speso, nel mercato digitale, è la valuta che conta davvero quando si tratta di convincere gli sviluppatori a pubblicare da una parte piuttosto che dall’altra.
Troppe battaglie aperte contemporaneamente
L’altra critica riguarda la dispersione. Negli ultimi anni Epic Games ha aperto fronti su fronti: oltre alla sfida diretta a Steam, la compagnia ha contrapposto l’EGS agli store mobile di App Store e Google Play, con anni di battaglie legali alle spalle. Rosier è convinto che alla fine questa strategia abbia disperso energie su troppi tavoli, penalizzando proprio la qualità dello store che avrebbe dovuto essere il fulcro di tutto.
La ricetta suggerita dall’analista va in direzione opposta. Invece di combattere piattaforme già consolidate, Epic Games farebbe meglio a concentrare le risorse su Fortnite. Certo, la compagnia ha segnalato un calo nell’interesse dei giocatori verso il battle royale, ma il titolo resta comunque enormemente popolare e le collaborazioni continue garantiscono picchi di coinvolgimento a intervalli regolari. Un asset del genere, secondo questa lettura, meriterebbe più attenzione di una guerra frontale contro chi controlla il mercato PC da oltre vent’anni.
Newzoo prende le distanze
Il seguito della vicenda è quasi più interessante delle dichiarazioni stesse. Poco dopo la pubblicazione dell’intervista, Newzoo si è affrettata a chiarire la propria posizione, spiegando che quelle affermazioni vanno considerate un’opinione personale di Rosier e non la linea ufficiale della società di analisi. Una precisazione arrivata in tempi rapidissimi, segno che il tema tocca nervi scoperti.
Nel frattempo la piattaforma continua a muoversi. Tra le novità in cantiere c’è anche una versione nativa dell’Epic Games Store per Linux, sviluppo che apre scenari interessanti sulla possibile disponibilità di Fortnite su Steam Machine e su Steam Deck, due dispositivi che finora sono rimasti fuori dai giochi per questioni tecniche legate all’anti cheat. Le due visioni restano dunque distanti. Da un lato una compagnia che investe su prestazioni e personalizzazione della propria vetrina, dall’altro chi osserva i numeri e sostiene che il problema non sia mai stato la velocità del launcher.










