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Aggiungere il Bluetooth a una TV che non ce l’ha è una di quelle operazioni che sembrano complicate e invece si risolvono con pochi euro e cinque minuti di pazienza. Il punto di partenza, però, è un altro: prima di comprare qualsiasi cosa conviene verificare se il televisore lo abbia già. Negli ultimi dieci anni la connettività wireless è diventata praticamente standard, al punto che molti telecomandi a infrarossi si appoggiano proprio a questa tecnologia per funzionare. Basta entrare nel menu delle impostazioni e cercare le voci legate a connettività, dispositivi wireless o accessori. Se compare qualcosa, il problema non esiste.
Con le giuste aggiunte sul fronte audio e un buon dispositivo per lo streaming, del resto, un televisore può durare parecchio più di quanto immaginiamo. Certi aggiornamenti però pesano più di altri, e la connessione senza fili è tra questi. Nessuno ha voglia di tenere il volume alto mentre il resto della casa dorme, né di sentire l’eco della serie preferita rimbalzare da una stanza all’altra.
La via più rapida passa dai dispositivi per lo streaming
Se il televisore in questione è privo di supporto nativo, la strada più immediata è quella dei dispositivi di streaming. Apple TV, Roku, Fire TV Stick: tutti i modelli più diffusi integrano il Bluetooth come dotazione di serie. Cuffie senza fili, auricolari, perfino una tastiera possono essere abbinati direttamente al dispositivo, senza toccare le impostazioni del televisore. La Roku Streaming Stick HD, che costa circa 28 euro, è probabilmente il modo più economico per ottenere due risultati insieme, ovvero la connettività wireless e un sistema operativo aggiornato che rimette in circolo un apparecchio ormai lento.
C’è un limite, e va detto subito. Gli accessori funzionano solo quando la TV è impostata su quella specifica sorgente. Nel momento in cui si passa a un altro ingresso, magari la console o il decoder, l’audio torna a uscire dagli altoparlanti del televisore come prima. Per chi guarda tutto attraverso la chiavetta è irrilevante, per chi alterna più dispositivi diventa una scocciatura quotidiana.
Il trasmettitore Bluetooth, soluzione universale
Quando serve qualcosa che funzioni sempre, a prescindere dall’ingresso selezionato, la scelta giusta è un trasmettitore Bluetooth dedicato. Il nome dice già tutto: prende l’audio da un apparecchio che non ha la connettività integrata e lo inoltra a cuffie o auricolari senza fili. L’installazione è alla portata di chiunque. Si collega il trasmettitore all’uscita audio del televisore, si mettono in modalità di abbinamento sia il trasmettitore sia le cuffie e si aspetta qualche secondo che i due si riconoscano. Da lì in poi la TV manda il segnale al piccolo adattatore, che lo converte e lo spedisce alle cuffie.
Il tipo di collegamento dipende dal modello di televisore. In commercio si trovano trasmettitori che accettano l’audio dalla porta ottica, dal jack da 3,5 mm oppure dalle uscite RCA, quelle classiche colorate. Serve anche l’alimentazione, ma raramente è un problema: una porta USB libera sul televisore di solito basta e avanza. I prezzi variano parecchio, però già intorno ai 23 euro si trovano prodotti onesti, senza bisogno di salire di fascia.
Un dettaglio che fa la differenza riguarda i codec. Vale la pena cercare trasmettitori compatibili con standard più recenti come aptX Low Latency, pensati proprio per ridurre il ritardo tra quello che accade sullo schermo e quello che arriva alle orecchie. È il difetto storico dell’audio wireless applicato ai contenuti video, quella sensazione fastidiosa di labiale scollato dalla voce, e un codec a bassa latenza lo attenua in modo evidente. Su un film d’azione forse si nota poco, su un dialogo serrato invece la differenza salta all’occhio in fretta. Chi possiede un televisore recente, come detto, può risparmiarsi tutto questo. Per gli altri il conto resta contenuto e la spesa si ripaga in fretta, soprattutto in quelle serate in cui l’unica alternativa sarebbe rinunciare del tutto a guardare qualcosa.










