Gli account gestiti di Spotify arrivano finalmente anche su chi non paga un abbonamento. La piattaforma di streaming musicale ha deciso di allargare questa funzione, pensata per dare ai più giovani un ascolto più sicuro e ai genitori qualche strumento in più per tenere d’occhio cosa finisce nelle orecchie dei figli. Una novità che tocca da vicino anche l’Italia.
Già a partire dal 13 Maggio in realtà gli account gestiti diventano disponibili per genitori e tutori anche nel piano gratuito, e non solo da noi. La lista comprende Argentina, Colombia, Danimarca, Italia, Nuova Zelanda e Svezia. Fino a oggi la funzione era riservata agli utenti Premium Family in alcuni mercati, attiva ormai da un paio d’anni. Adesso il discorso cambia, perché si apre la porta anche al piano sostenuto dalla pubblicità.
Come funziona l’account gestito nella versione gratuita
Il punto da chiarire subito riguarda gli annunci. Nel piano gratuito i giovani ascoltatori troveranno comunque la pubblicità, comprese alcune comunicazioni con contenuti informativi su come usare il servizio. Chi invece vuole un ascolto senza interruzioni può sempre puntare sul piano Premium Family, che permette di includere profili dedicati ai più piccoli.
Creare un account è piuttosto immediato. Bisogna andare su Impostazioni e privacy, poi Controllo parentale e infine Crea un account gestito, seguendo i passaggi che la piattaforma propone. Una volta sistemato tutto, i genitori possono continuare a modificare e aggiornare i controlli parentali dalle proprie impostazioni quando vogliono, senza vincoli particolari.
C’è un dato che l’azienda ci tiene a sottolineare. Il 94 per cento degli utenti usa il servizio per scoprire nuova musica e nuovi artisti, e più della metà ascolta insieme ai propri figli. Da qui l’idea di dare ai ragazzi uno spazio dove esplorare in autonomia, lasciando comunque agli adulti la possibilità di tenere le redini.
Cosa cambia per i ragazzi e cosa possono controllare i genitori
Ogni account gestito è pensato solo per la musica. Niente video, niente contenuti visivi di alcun tipo. I giovani possono ascoltare brani, costruire le proprie playlist e ricevere suggerimenti personalizzati grazie a funzioni come daylist. A fine anno arriva anche il riepilogo Wrapped, in versione dedicata, che però non va a mescolarsi con le statistiche dei profili dei genitori o dei tutori.
Sul fronte dei controlli, gli adulti hanno mano libera su diverse cose. Possono filtrare i contenuti segnalati come espliciti e decidere come gestire la riproduzione di certi artisti. Di base risultano disattivati video e contenuti visivi, compresi i Canvas in loop. Alcune funzioni interattive come Messaggi e Jam restano fuori dagli account gestiti, semplicemente non ci sono.
Va ricordato che la piattaforma ha aggiunto da poco anche dei controlli video pensati per tutti. Servono ad attivare o disattivare in modo semplice videoclip musicali, video podcast e visual Canvas, sia per se stessi sia per gli altri membri del piano Family. Un modo per dare a chiunque un margine di scelta su quanto spazio lasciare al lato visivo dell’app.
L’obiettivo dichiarato di Spotify con questo aggiornamento è rafforzare la gestione dell’ascolto in famiglia, trovando un equilibrio tra l’autonomia dei più giovani e il controllo da parte degli adulti.