SpaceX ha visto svanire oltre 1,2 trilioni di dollari di valore di mercato dal picco raggiunto a metà giugno, quando le azioni sfioravano quota EUR 199. Una cifra che, guarda caso, coincide quasi al centesimo con l’intera capitalizzazione di Tesla. In pratica le perdite di una società di Musk equivalgono al valore completo di un’altra società di Musk. Difficile trovare una simmetria più spietata di così.
La velocità di questa discesa colloca il crollo tra i peggiori nella storia dei mercati statunitensi. SpaceX ha chiuso in rosso in 13 delle ultime 16 sedute, fermandosi lunedì a EUR 100, quasi il 50 per cento sotto il massimo storico. Una seduta particolarmente brutale ha portato un tonfo del 16 per cento in un solo giorno, con il titolo sceso a EUR 136 e circa 400 miliardi polverizzati. È stata la seconda peggiore perdita giornaliera mai registrata da una società americana.
Non sono i razzi il problema, ma la spesa sull’intelligenza artificiale
Il punto è che qui nessun razzo è esploso e nessun satellite si è guastato. Wall Street sta punendo SpaceX per la sua spesa aggressiva sull’infrastruttura di intelligenza artificiale, la stessa ansia da capex che sta trascinando giù l’intero settore tech. Charles Moon di Prosper Trading Academy l’ha detto senza giri di parole. Per un investitore è ancora presto, ma per un trader ormai è chiaro che Wall Street sta castigando i titoli legati all’AI proprio per via degli investimenti.
Il mercato delle opzioni racconta la stessa storia a caratteri cubitali. Lunedì sono passate circa 106.000 call contro 77.000 put per numero di contratti, ma la gran parte dei 442 milioni di dollari di premi totali si è concentrata sul lato put, segno di una copertura pesante contro i ribassi. Il contratto più gettonato era una call con strike a EUR 290 in scadenza quel venerdì, prezzata dieci centesimi e con appena lo 0,33 per cento di probabilità di finire in the money. Non è certo una scommessa ad alta convinzione. È un biglietto della lotteria con probabilità peggiori di un gratta e vinci qualsiasi.
Il conto alla rovescia del lock-up è partito
La prossima settimana arriva la prima trimestrale di SpaceX da società quotata, e soprattutto scatta il conto alla rovescia sul lock-up. Si tratta della clausola che permette agli insider di vendere fino a 911,5 milioni di azioni a partire dal 6 agosto. Moon si aspetta che lo sblocco non sarà così drammatico come molti temono, pur ammettendo che di sicuro non darà una mano alla causa.
L’esposizione dei piccoli investitori qui è tutt’altro che marginale. Le stime parlano di 405 milioni di dollari netti riversati nel titolo dagli investitori retail durante i primi cinque giorni di contrattazioni, più di quanto lo stesso pubblico abbia comprato su tutti i titoli delle Magnificent Seven messi insieme nella stessa settimana. Chi ha comprato allora ora si ritrova con perdite che continuano ad accumularsi. Il traguardo della Tesla intera bruciata è già alle spalle. Se ne arriverà una seconda dipende tutto da quello che diranno le prossime due settimane.


