In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
Chi usa Snapseed per sistemare le foto sullo smartphone ha di che rallegrarsi, perché la versione beta per Android ha appena portato in dote una serie di strumenti che fino a poco tempo fa esistevano solo nei piani del team di sviluppo. Parliamo di importazione di LUT personalizzate, effetto Motion Blur e sfocatura di profondità, tutta roba che sposta l’app di Google verso un territorio più vicino all’editing professionale che al semplice ritocco veloce.
Il contesto aiuta a capire perché la notizia abbia un peso. Dopo anni di sostanziale immobilismo, Google aveva rispolverato l’app nel mese di maggio con la versione 4.0, un aggiornamento che aveva rivoltato sia l’interfaccia sia il set di funzioni. Da lì in poi si sono susseguiti rilasci minori, più che altro correzioni di bug e piccole aggiunte, mentre dietro le quinte il lavoro proseguiva su fronti ben più corposi.
Cosa arriva ai beta tester di Snapseed
Un mese fa erano emersi i primi indizi su due novità in lavorazione: il Motion Blur, effetto già presente nella controparte per iOS, e il supporto all’importazione di LUT personalizzate, quelle tabelle di conversione dei colori che i fotografi usano per applicare in un colpo solo una determinata resa cromatica. Adesso entrambe le funzioni sono uscite allo scoperto, annunciate direttamente da un membro del team in un thread sul subreddit ufficiale dell’app.
L’elenco diffuso dal team è più ricco del previsto. C’è appunto l’importazione di preset e LUT, con supporto ai formati xmp, cube e png, così da poter portare dentro l’app profili creati altrove. C’è il nuovo strumento autonomo per il Motion Blur, pensato per generare scie direzionali e dare quella sensazione di velocità che di solito si ottiene con tempi di posa lunghi. E c’è il Depth/Portrait Blur, ovvero controlli di profondità di campo sensibili agli oggetti inquadrati, integrati dentro lo strumento Sfocatura obiettivo già esistente.
Community Looks, i preset firmati dagli utenti
La sorpresa vera però sono i Community Looks, stili ed effetti realizzati dagli utenti e poi selezionati e integrati direttamente dal team di Snapseed dentro l’applicazione. Si tratta in sostanza di un’estensione naturale dei preset personali: invece di limitarsi a creare e salvare le proprie combinazioni di regolazioni, diventa possibile sfogliare e applicare quelle confezionate da altri membri della community. Un’idea semplice, che però cambia parecchio l’approccio all’app, trasformandola in qualcosa di più simile a una piccola piattaforma condivisa.
Sul Depth/Portrait Blur il team è sceso un po’ più nel dettaglio rispetto a quanto trapelato in precedenza. L’obiettivo è dare accesso a controlli di sfocatura basati sulla profondità senza uscire dallo strumento Sfocatura, quindi con un flusso di lavoro che resta compatto e non costringe a saltare da un menu all’altro. Per chi lavora molto sui ritratti è il genere di funzione che fa la differenza tra un effetto credibile e uno palesemente finto.
Quando arriveranno sulla versione stabile
Al momento tutte queste novità sono in distribuzione esclusivamente per i beta tester dell’app, quindi per una fetta ristretta di utenti. Non ci sono indicazioni su una data di arrivo per chi utilizza la versione stabile di Snapseed, e il team non si è sbilanciato in proposito. Il rollout procede in modo graduale, com’è consuetudine per i canali di prova, e non è detto che tutti i partecipanti al programma vedano subito comparire gli strumenti nel proprio menu.
L’app per dispositivi Android resta comunque scaricabile e aggiornabile gratuitamente dal Google Play Store, sia per chi la installa per la prima volta sia per chi la possiede già e vuole passare all’ultima release disponibile.
Fonte: TecnoAndroid








