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Control Resonant, i documenti dell’FBC nascondono storie d’amore

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In Control Resonant la posta in gioco è altissima, visto che a rischiare grosso è il mondo intero. Eppure nemmeno una minaccia di questa portata riesce a fermare i solerti dipendenti del Federal Bureau of Control, che continuano imperterriti a produrre montagne di scartoffie. Proprio tra quelle carte si nasconde uno degli aspetti più interessanti del gioco. La lettura è spesso facoltativa e nessuno obbliga a fermarsi davanti a un fascicolo o a un promemoria, ma chi decide di farlo trova alcuni dei dettagli migliori dell’intera avventura. Perfino qualche storia d’amore, cosa che non ci si aspetterebbe in un contesto del genere.

Control Resonant è già di per sé un ottimo titolo, capace di reggersi benissimo sulle proprie gambe. Diventa però ancora più ricco e sfaccettato quando ci si prende il tempo di leggere tutto quello che capita sotto mano. Documenti, registri e appunti vari non sono semplici riempitivi sparsi per le stanze ma una parte viva del racconto, un modo per scoprire cosa si muove dietro le quinte di un’organizzazione che ha molto da nascondere.

Control Resonant: un’agenzia all’antica alle prese con l’inspiegabile

Nell’universo di Control Resonant, così come in quello del suo predecessore Control uscito nel 2019, il Federal Bureau of Control ha a che fare con oggetti ed entità misteriose che arrivano da altri mondi e sfuggono a qualunque spiegazione razionale. Materiale da fantascienza pura, insomma. Ma c’è un dettaglio che rende tutto più curioso e che dà all’ambientazione un sapore del tutto particolare. L’FBC resta infatti un’agenzia governativa vecchio stampo, con tutti i rituali tipici della burocrazia più tradizionale.

Questo significa una quantità enorme di rapporti, memorandum e comunicazioni interne, molto spesso pesantemente censurati. Intere righe oscurate, nomi cancellati e informazioni sottratte agli occhi di chi legge fanno parte del gioco tanto quanto le sezioni ben visibili. Da una parte c’è l’ignoto più assoluto, con fenomeni che nessuno riesce davvero a comprendere, dall’altra un apparato che prova comunque a classificarlo, archiviarlo e metterlo nero su bianco secondo le regole d’ufficio. Un contrasto che funziona, e che proprio nei testi scritti trova la sua espressione più riuscita.

Perché vale la pena fermarsi a leggere

Chi gioca a Control Resonant può tranquillamente scegliere di tirare dritto, concentrandosi sull’azione e sulla trama principale senza badare troppo ai collezionabili testuali. Nessuna penalità, nessun ostacolo. Chi invece si ferma a sfogliare i fascicoli dell’agenzia scopre un livello ulteriore di profondità, fatto di piccoli dettagli che aggiungono spessore al mondo di gioco e ai suoi protagonisti.

È qui che la burocrazia del Bureau mostra il suo lato più umano. Tra una relazione tecnica e un memorandum ufficiale emergono le vite dei dipendenti, le loro abitudini e i loro legami, compresi quei rapporti sentimentali che nessuno si aspetterebbe di trovare sepolti in un archivio pieno di minacce ultraterrene. Proprio questa attenzione alle persone che lavorano dentro l’FBC rende la lettura qualcosa di più di un semplice passatempo per completisti.

Anche perché il mondo è in pericolo, questo è chiaro fin da subito, ma la macchina amministrativa del Federal Bureau of Control non si ferma mai. I suoi impiegati continuano a compilare moduli, redigere relazioni e archiviare pratiche come se nulla fosse, lasciando dietro di sé una scia di carte che racconta molto più di quanto sembri a prima vista. Una scia fatta di pagine spesso piene di omissis, che proprio nelle parti oscurate lascia intuire quanto l’agenzia preferisca tenere per sé.

Fonte: TecnoAndroid

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