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Una corte d’appello statunitense ha dato il via libera alla decisione dell’amministrazione Trump di inserire nella lista nera la tecnologia di Anthropic, la società che sviluppa il modello di intelligenza artificiale Claude. Secondo i giudici il governo aveva l’autorità per escludere l’azienda a causa del blocco di alcune funzioni del suo software, anche senza alcuna intenzione malevola da parte sua. La sentenza è arrivata dalla Corte d’Appello del Distretto di Columbia con due voti contro uno e segna un passaggio importante in uno scontro legale che va avanti da mesi.
Nel testo della decisione il collegio riconosce che il caso solleva questioni profondamente complesse sugli usi militari appropriati di una tecnologia nuova e dalla potenza quasi inimmaginabile. Da un lato il governo teme modelli di intelligenza artificiale troppo vincolati, capaci di spegnersi all’improvviso e di far fallire operazioni militari cruciali. Dall’altro Anthropic prospetta il rischio opposto, cioè sistemi senza limiti che potrebbero “allucinare” bersagli sbagliati per l’uso della forza letale. Spetta a Trump e al Segretario alla Difesa Pete Hegseth bilanciare questi pericoli, scrivono i giudici, e nel farlo il Segretario non ha oltrepassato i confini dei suoi poteri previsti dal Supply Chain Security Act o dalla Costituzione. Già ad aprile la stessa corte aveva respinto la richiesta d’urgenza di sospensione avanzata dall’azienda.
Anthropic, la corte d’appello tribunali e due verdetti opposti
I due giudici che si sono espressi contro Anthropic sono stati nominati entrambi da Trump e hanno lavorato durante il suo primo mandato. Gregory Katsas era vice consigliere del presidente mentre Neomi Rao prestava servizio presso l’Ufficio per la gestione e il bilancio. La causa era partita a marzo, dopo che Trump e Hegseth avevano ordinato alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti dell’azienda e vietato ai fornitori della Difesa qualsiasi rapporto commerciale con lei. La società potrà ora chiedere un riesame da parte dell’intera corte d’appello oppure rivolgersi alla Corte Suprema.
Un portavoce ha fatto sapere che l’azienda non condivide la decisione e ha ricordato come un altro tribunale federale abbia già giudicato illegittima una designazione parallela del governo. Anthropic si dice fiduciosa e sta valutando tutte le strade possibili, compreso un ulteriore riesame. Nonostante la battaglia giudiziaria il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha dichiarato di recente che i rapporti tra amministrazione e azienda sono stati ricuciti e che le due parti sono “in sintonia”.
Il mese scorso infatti un giudice del Distretto Settentrionale della California aveva stabilito che la misura era illegale, perché Anthropic non rientra nella definizione di rischio per la catena di approvvigionamento contenuta nella norma 10 U.S.C. § 3252. Quella legge si riferisce soltanto al pericolo che un avversario saboti o sovverta un sistema. La corte di Washington non ha contestato questa conclusione ma ha esaminato il caso alla luce di un’altra disposizione, la 41 U.S.C. § 4713, molto più ampia. Il Congresso ha affidato proprio al circuito del Distretto di Columbia la competenza esclusiva su questo tipo di provvedimenti.
Nessun cattivo intento necessario
La maggioranza ha ammesso che Anthropic non ha agito in malafede nei rapporti con il Dipartimento della Difesa. Secondo i giudici però la norma 4713 non richiede alcun intento malevolo. L’espressione “qualsiasi persona” dimostra che il testo non si limita ad avversari o soggetti stranieri, e il verbo “negare” si adatterebbe al comportamento dell’azienda che impedisce al governo di usare determinate funzioni di Claude. La preoccupazione che la società potesse modificare il modello per impedirgli di svolgere compiti di sicurezza nazionale ritenuti necessari è stata quindi giudicata ragionevole. La corte ha ricordato che in più occasioni i limiti inseriti nel software hanno bloccato richieste di utenti governativi e che è nata una disputa sull’impiego di Claude in un’operazione militare in corso all’estero.
Contraria la giudice Karen Henderson, nominata da George H.W. Bush, secondo cui la legge nasce per contrastare nazioni ostili e attori malintenzionati che si infiltrano nei sistemi federali, non per colpire un fornitore che applica in modo onesto e trasparente restrizioni sgradite al governo. Anthropic sostiene di aver subito una ritorsione dopo il rifiuto di eliminare i divieti sull’uso dei suoi prodotti per la guerra autonoma letale e la sorveglianza di massa degli americani. In California la giudice Rita Lin, nominata da Biden, le aveva dato ragione riscontrando una violazione del Primo Emendamento e scrivendo che il vuoto richiamo alla sicurezza nazionale non è un assegno in bianco per punire chi critica il governo.
Fonte: TecnoAndroid








