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Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro: nuovi entusiasmanti risultati dai benchmark

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Torna a farsi vedere nei benchmark lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, il chip più potente che Qualcomm si prepara a svelare fra pochi giorni, e questa volta lo fa a bordo di un tablet, precisamente iQOO Pad Ultra. I numeri che emergono dal database di Geekbench 7, però, sono decisamente sotto le aspettative, tanto da risultare inferiori a quelli che ottiene già oggi il predecessore. Prima di storcere il naso conviene ricordare un dettaglio non secondario: il tablet messo alla prova è un esemplare ancora lontano dalla versione commerciale.

Il dispositivo compare con il codice interno iPA2691, mentre il processore viene identificato come SM8975, sigla che da tempo viene associata in via non ufficiale al più muscoloso dei due chip che il produttore americano dovrebbe portare sul palco alle Hawaii il 22 settembre. Lo stesso codice era già passato dai database di certificazione cinesi SRRC, dove risultava abbinato proprio a iQOO Pad Ultra. Coincidenze che, messe in fila, raccontano una storia abbastanza chiara.

Otto core, frequenze da record e una GPU tutta nuova

La configurazione che salta fuori dal test è la parte più interessante di tutta la vicenda. Il chip, che secondo le indiscrezioni più insistenti verrà prodotto su nodo TSMC a 2 nanometri, monta una CPU a otto core divisa in tre blocchi: tre unità a 3,74 GHz, altre tre a 4,03 GHz e due core ad altissime prestazioni che arrivano a toccare i 5,01 GHz. Una soglia che, se confermata sui modelli di serie, sposta ancora più in alto l’asticella delle frequenze nel mondo mobile.

Sul fronte grafico troviamo la Adreno 850, erede diretta della serie che ha spinto le ultime generazioni di smartphone Android nel territorio del gaming serio. Il tablet usato per le prove viaggia con 16 GB di RAM e, cosa non banale, gira già su Android 17. Insomma, sulla carta l’hardware c’è tutto e non manca nulla.

Punteggi bassi, ma il contesto conta

Poi però arrivano i risultati, e qui la musica cambia. Il test su singolo core si ferma a 1.512 punti, quello che sfrutta tutti i core a disposizione si attesta su 6.770. Per dare un’idea del divario: siamo attorno alla metà di quanto riesce a fare uno Snapdragon 8 Elite Gen 5 già disponibile sul mercato. Numeri che, letti senza contesto, suonerebbero come una bocciatura netta.

Le spiegazioni possibili, tuttavia, sono diverse e nessuna di queste implica che il chip sia deludente. iQOO e Vivo potrebbero aver impostato un governor particolarmente prudente, magari una modalità di risparmio energetico spinta al massimo, per osservare come si comporta la piattaforma quando le briglie sono tirate. Oppure potrebbero aver testato il dispositivo in condizioni termiche volutamente estreme, quel tipo di scenario limite che serve a capire quanto tiene il sistema quando le cose si mettono male.

Va detto che prove di questo tipo su prototipi non ancora finalizzati sono la normalità, e i firmware provvisori fanno spesso danni enormi ai punteggi. Non sarebbe la prima volta che un chip destinato al vertice della gamma passa dai benchmark con risultati mediocri per poi ribaltare completamente il quadro al debutto ufficiale. Il vero banco di prova resterà la presentazione alle Hawaii, quando Qualcomm metterà nero su bianco specifiche e dati prestazionali del suo nuovo chip top di gamma, insieme al fratello minore della stessa famiglia.

Nel frattempo iQOO Pad Ultra si candida a essere uno dei primi dispositivi a montare la piattaforma, un tablet come vetrina invece del solito smartphone, scelta che di per sé dice qualcosa sulle ambizioni del nuovo silicio anche fuori dal territorio dei telefoni.

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