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Smartphone ricondizionati: sorpasso storico sui pannelli per telefoni nuovi

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La crisi delle memorie sta producendo un effetto che pochi si aspettavano, perché il boom degli smartphone ricondizionati ha ribaltato per la prima volta un equilibrio che sembrava intoccabile. Nel primo trimestre del 2026 le spedizioni di pannelli destinati a riparazioni, sostituzioni e dispositivi rigenerati hanno superato quelle indirizzate alla produzione di telefoni nuovi. Un sorpasso storico, che racconta molto di come si stia muovendo il mercato in questi mesi.

Dietro a questo cambiamento c’è soprattutto la frenata del mercato smartphone. L’aumento dei prezzi delle memorie ha convinto tanti produttori a tagliare i piani di produzione, e così i fornitori di display si sono ritrovati con una capacità produttiva ben più alta della domanda reale. Fabbriche pronte a sfornare pannelli, ma con meno telefoni da montarci sopra.

I pannelli per smartphone ricondizionati crescono del 20% e attirano anche gli OLED

I numeri parlano chiaro. Tra gennaio e marzo del 2026 sono stati spediti 298 milioni di pannelli verso il mercato dei telefoni rigenerati, con una crescita del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Nello stesso trimestre, invece, le consegne ai produttori di smartphone si sono fermate a 289 milioni di unità. Il ricondizionato ha insomma preso il posto che fino a poco tempo fa apparteneva ai dispositivi appena usciti dalla catena di montaggio.

Il settore è composito, per usare un eufemismo. Comprende i pannelli usati nelle riparazioni fatte in casa dai consumatori, quelli che finiscono nei processi professionali di rigenerazione dei telefoni usati e anche il mercato dei ricambi non ufficiali. Una filiera frammentata, dove diventa complicato stabilire quanti schermi vengano davvero installati. L’aumento delle forniture, però, lascia intuire un ecosistema in piena espansione.

Le tecnologie più usate per i display degli smartphone ricondizionati

Le previsioni indicano che la domanda di pannelli per smartphone nuovi calerà del 12% nel corso del 2026. Il problema è che i produttori non possono spegnere gli impianti da un giorno all’altro, perché sono stati costruiti con investimenti enormi e pianificati su tempi lunghi. Per tenere le fabbriche in funzione e spalmare i costi fissi, quindi, una fetta crescente della produzione viene dirottata proprio verso i dispositivi ricondizionati.

C’è poi un dettaglio che riguarda la qualità. La tendenza tocca sempre di più anche i pannelli OLED. Nel primo trimestre questi rappresentavano il 7% delle spedizioni destinate al mercato del ricondizionato, contro appena il 2% di un anno prima. Vuol dire che sul mercato dei ricambi stanno arrivando schermi di fascia alta, adatti anche ai modelli premium.

Questa crescita potrebbe tradursi in una maggiore disponibilità di ricambi OLED, ma anche in un mercato più difficile da leggere, dove qualità, provenienza e compatibilità dei pannelli variano parecchio. E tutto questo accade mentre in Europa sono da poco entrate in vigore le nuove regole pensate per rendere più semplice la riparazione dei dispositivi elettronici con il Right to Repair UE.

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