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Smartphone pieghevoli, il difetto di cui nessuno parla

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Chi utilizza gli smartphone pieghevoli lo sa bene: appoggiare il telefono su un tavolo e vederlo ballare a ogni tocco è una di quelle piccole seccature che, col passare dei mesi, diventano insopportabili. Il colpevole ha un nome preciso ed è il modulo fotografico che sporge dalla scocca. Non è un problema esclusivo dei foldable, certo, ma su questi dispositivi il fastidio si amplifica parecchio.

Sono passati sette anni da quando Samsung ha presentato il primo Galaxy Fold, tra mille difficoltà iniziali. Da allora la categoria ha fatto passi enormi: schermi più evoluti, profili più sottili, tutto quello che ci si aspetta da un telefono moderno. Eppure in giro se ne vedono ancora pochi, e la ragione va cercata proprio in una serie di questioni irrisolte che frenano l’adozione da parte del pubblico generalista.

Le lamentele più citate riguardano la fragilità e la piega centrale del display, che resta comunque visibile. Ma il traballamento su superficie piana è un capitolo a sé. Trovare oggi un telefono senza una gobba pronunciata sul retro è praticamente impossibile, tanto che Apple ha addirittura dato un nome a quella sporgenza sugli iPhone, il “Camera Plateau”, anche se difficilmente qualcuno lo pronuncia ad alta voce.

Perché il bump fotografico peggiora tutto sui foldable

Il paradosso è evidente. Le aziende inseguono spessori sempre più ridotti, per far sì che un pieghevole chiuso somigli a uno smartphone tradizionale. Solo che componenti come i sensori fotografici hanno bisogno di spazio interno, e quello spazio da qualche parte va ricavato. Il bump è in fondo una soluzione intelligente: crea volume extra per le lenti, che escono oltre il corpo del dispositivo. In pratica, però, quella sporgenza generosa fa oscillare il telefono ogni volta che viene poggiato.

Con Galaxy Z Fold 8 la faccenda si complica ulteriormente, perché il modulo non solo sporge parecchio, ma è disposto in verticale sul retro. Risultato: instabilità accentuata. Su Reddit non mancano i messaggi di utenti esasperati, e qualcuno è arrivato al punto di smontare il telefono per rimuovere del tutto le fotocamere posteriori. Una scelta sconsigliabile, ovviamente, però racconta bene quanto la questione infastidisca.

Una soluzione vera, al momento, non esiste. I telefoni continueranno ad assottigliarsi e le fotocamere a migliorare, il che significa sensori più grandi. Si potrebbe tornare a scocche più spesse con retro completamente piatto, come accadeva anni fa, ma è uno scenario poco realistico. L’alternativa concreta rimane una cover spessa che compensi la sporgenza.

Compromessi che pesano ancora sulla bilancia

Al netto di questo, usare un pieghevole resta divertente. Si ha tra le mani un dispositivo grande quanto un piccolo tablet che si ripiega e finisce in tasca. I modelli più recenti di Samsung hanno attirato molta attenzione, e con iPhone pieghevole atteso secondo i rumor già il mese prossimo, i riflettori sul settore diventeranno ancora più intensi.

Restano però parecchi compromessi. La piega sullo schermo continua a esserci: il lavoro fatto per renderla meno evidente è notevole, eppure quell’effetto plastica stropicciata si nota, soprattutto dopo qualche mese di aperture e chiusure. Poi c’è il software, questione delicata su Android, dove le app realmente pensate per schermi in formato tablet sono ancora poche. TikTok, per dire, appare piuttosto strano sul display largo e basso di Z Fold 8. Su questo fronte Apple potrebbe partire avvantaggiata, visto che le app iOS tendono ad adattarsi più in fretta a nuovi formati e funzioni.

C’è infine il prezzo, difficile da ignorare. Costano molto più dei telefoni tradizionali e non sempre offrono l’hardware migliore. Z Fold 8 Ultra, intorno ai 2.000 euro, rinuncia allo zoom ottico 5x e alla ricarica rapida a 60W presenti su S26 Ultra. E il pieghevole di Apple, stando alle indiscrezioni, dovrebbe fare a meno di teleobiettivo e Face ID, dotazioni ormai standard sui modelli iPhone Pro.

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