Capita più spesso di quanto si pensi: il telefono appoggiato sul comodino, il cavo inserito, e la ricarica che non parte oppure procede a singhiozzo. Prima di dare la colpa alla batteria o al caricatore, vale la pena guardare dentro la presa USB-C. Quella piccola apertura raccoglie polvere, lanugine delle tasche, briciole e ogni genere di residuo che finisce per fare da barriera tra il connettore e i contatti. Il risultato è proprio quello che infastidisce di più, uno smartphone che non carica come dovrebbe.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non serve portare il dispositivo in assistenza. Basta una pulizia fatta con calma e con gli strumenti giusti. Il problema, semmai, è che tanti si buttano sul primo oggetto appuntito che trovano in casa, ed è lì che si combinano guai seri.
Come pulire la porta USB-C senza fare danni
Il metodo più sicuro parte da qualcosa che quasi tutti hanno nel cassetto, l’aria compressa. Una bomboletta di quelle usate per tastiere e fotocamere permette di soffiare via lo sporco senza toccare fisicamente i contatti interni. L’importante è dare piccoli getti, tenendo la bomboletta dritta e a una certa distanza, così da non spingere umidità dentro la porta.
Quando la polvere è più compatta serve un tocco manuale, ma delicato. Uno stuzzicadenti di legno o uno strumento in plastica morbida va bene per grattare piano i residui, sempre a dispositivo spento e senza forzare. Meglio muoversi con pazienza, un po’ alla volta, perché i piedini metallici dentro la porta USB-C sono fragili e basta poco per piegarli.
E qui arriva la parte che troppe persone sbagliano. Il cotton fioc sembra la scelta più ovvia, ma è tra le peggiori. Le fibre di cotone si staccano facilmente e restano incastrate, peggiorando la situazione invece di risolverla. Stesso discorso, anzi peggio, per il WD-40 e prodotti simili. Sono lubrificanti pensati per tutt’altro, lasciano residui oleosi e possono danneggiare i circuiti in modo permanente. Dentro una porta di ricarica non ci vanno mai, per nessun motivo.
Anche gli oggetti metallici, tipo aghi o graffette raddrizzate, sono da evitare. Il rischio è doppio, si graffiano i contatti e, se il telefono non è del tutto spento o scollegato, si può provocare un cortocircuito. Il buon senso vale più di qualsiasi trucco: strumenti morbidi, movimenti lenti, zero fretta.
Ogni quanto conviene fare questa pulizia
Non serve una manutenzione ossessiva. Chi tiene il telefono in tasca o in borsa, però, dovrebbe controllare la presa USB-C ogni tanto, anche solo con una torcia per vedere se dentro si è accumulata polvere. Un’occhiata veloce ogni paio di mesi basta a prevenire la maggior parte dei problemi di ricarica.
Se dopo la pulizia il telefono continua a caricare male, allora il discorso cambia e conviene provare un altro cavo o un altro alimentatore prima di pensare a un guasto vero. Ma nella maggioranza dei casi il colpevole è proprio quel piccolo grumo di sporco nascosto nella porta, e bastano pochi minuti fatti con attenzione per rimettere tutto a posto.


