Xiaomi ha appena messo la parola fine sul supporto software di dieci dispositivi, tra smartphone e tablet, spalmati su tre marchi diversi: Xiaomi, Poco e Redmi. La lista EOL, che sta per End of Life, si è allungata e per chi possiede uno di questi modelli il messaggio è chiaro. Niente più aggiornamenti di HyperOS, niente più patch di sicurezza, niente più correzioni ai bug che ogni tanto spuntano fuori. Fine dei giochi. La notizia, va detto, non arriva come un fulmine a ciel sereno. Molti di questi dispositivi avevano già smesso di ricevere aggiornamenti da parecchio tempo. Però una cosa è il silenzio di fatto, un’altra è la conferma nero su bianco. Perché adesso vuol dire che anche se domani saltasse fuori una falla grave, nessuno metterà mano al codice per sistemarla. E per un telefono che teniamo in tasca tutti i giorni, questo pesa.
I dieci modelli che restano senza supporto
Ecco l’elenco completo dei dispositivi entrati nella lista EOL. Ci sono Xiaomi 12 nelle varianti per Cina, Indonesia e Russia, Xiaomi 12 Pro sempre in quelle stesse versioni regionali, e poi Xiaomi 12S Ultra. Sul fronte tablet ci sono Xiaomi Pad 6 e Xiaomi Pad 6 Pro. Chiudono la fila Poco X5 5G, Poco X5 Pro 5G, Redmi Note 12T Pro, Redmi K60E e Redmi 10 5G.
Un dettaglio che conviene tenere a mente riguarda proprio le varianti della serie Xiaomi 12. Quelle finite fuori supporto sono legate a mercati specifici, non necessariamente a tutti i modelli venduti nel mondo. Chi ha comprato un Xiaomi 12 in Europa fa bene a controllare il proprio stato sul Xiaomi Security Center prima di dare per spacciato il telefono. Parlando di anzianità, siamo tra i tre e i quattro anni di vita. La serie Xiaomi 12 è arrivata a livello globale a marzo 2022, la serie Poco X5 a febbraio 2023, mentre Redmi Note 12T Pro ha debuttato a giugno dello stesso anno.
Xiaomi 12S Ultra, quello che fa più male
Tra tutti, il caso che brucia di più è quello di Xiaomi 12S Ultra. Era uno dei cameraphone più amati del 2022, con quelle fotocamere firmate Leica e lo Snapdragon 8+ Gen 1 sotto il cofano. Chi lo ha portato a casa ha speso cifre importanti, e ora si ritrova con un dispositivo che non riceverà più patch per i buchi di sicurezza che verranno scoperti in futuro. Non è una preoccupazione teorica. Le falle spuntano di continuo, e senza aggiornamenti il rischio cresce mese dopo mese.
Il nodo vero, insomma, non sono le funzioni nuove che mancheranno. È lo stop immediato alle patch di sicurezza. Un telefono senza quegli aggiornamenti diventa col tempo sempre più vulnerabile, soprattutto se ci facciamo cose delicate come pagamenti o accesso ai servizi bancari. C’è poi una nota amara. Nel 2025 Xiaomi ha annunciato una nuova politica di supporto esteso, con fino a sei anni di patch di sicurezza e quattro aggiornamenti principali del sistema operativo per i suoi modelli di punta. Una mossa apprezzabile, per carità. Peccato che arrivi troppo tardi per questi dieci dispositivi, tutti lanciati prima che quella regola esistesse.


