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Il mercato degli smart glasses ha cambiato passo, e i numeri lo dicono senza troppi giri di parole: nella prima metà del 2026 le spedizioni globali di occhiali con intelligenza artificiale sono cresciute del 263% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una categoria che fino a poco tempo fa veniva guardata con sufficienza, quasi un giocattolo per appassionati, adesso viaggia a ritmi che pochi comparti dell’elettronica di consumo riescono a tenere. E la fetta più grossa di quella torta se la prende Meta, con un margine che definire ampio è quasi riduttivo.
I dati arrivano dall’Intelligent Eyewear Market Tracker di Counterpoint Research, che scompone il mercato in due tronconi ben distinti. Da una parte gli occhiali senza display, quelli che puntano su fotocamera, audio e assistente vocale. Dall’altra gli occhiali con realtà aumentata vera e propria, con immagini proiettate davanti agli occhi. Le proporzioni tra i due mondi, al momento, non sono nemmeno paragonabili.
Gli smart glasses senza display fanno il 96% del mercato
Il grosso delle vendite si concentra sui modelli privi di schermo, che da soli rappresentano il 96% delle spedizioni complessive. Sono prodotti più economici, tecnologicamente più maturi, e soprattutto più semplici da capire per chi entra in un negozio senza avere idea di cosa sia un waveguide. In questo segmento le spedizioni sono salite del 258% su base annua e del 22% rispetto al secondo semestre del 2025, segno che la crescita non è un rimbalzo occasionale ma una progressione costante di trimestre in trimestre.
Qui dentro il nome che pesa di più è quello dei Ray-Ban Meta AI Glasses, l’accoppiata tra il design di un marchio di occhiali che tutti riconoscono e la piattaforma software di Meta. Una formula che ha funzionato, tanto che l’azienda di Menlo Park controlla il 94% di questa fetta di mercato. Detto altrimenti, su dieci paia di occhiali intelligenti senza display spediti nel mondo, più di nove portano la firma di Meta. Una concentrazione del genere si vede raramente in comparti tecnologici così giovani, e racconta quanto gli altri produttori siano ancora indietro nel trovare una risposta credibile.
La realtà aumentata corre, ma parte da lontano
Il capitolo degli occhiali AR è una storia diversa, almeno per ora. Le spedizioni sono aumentate del 449% anno su anno, una percentuale impressionante se letta da sola. Il punto è che quella crescita parte da una base di partenza molto ridotta, quindi basta poco per far schizzare in alto i valori relativi. Il volume assoluto resta minuscolo rispetto ai modelli senza schermo, e non c’è da stupirsi: i componenti ottici costano, il peso è ancora un problema, l’autonomia pure.
Resta comunque un dato che merita attenzione, perché indica che qualcuno sta comprando davvero questi dispositivi e non si tratta più soltanto di kit per sviluppatori. La realtà aumentata indossabile sta iniziando a muovere numeri, anche se il confronto con il segmento display less è impietoso.
Nel complesso, la fotografia scattata da Counterpoint nel primo semestre del 2026 mostra un settore che è più che raddoppiato in dodici mesi. Non un mercato maturo, certo, ma neanche più una nicchia sperimentale. Il mercato degli occhiali intelligenti ha trovato una formula che vende, e quella formula al momento si chiama occhiale normale con dentro un assistente vocale e una fotocamera, senza schermi e senza complicazioni.
Il quadro competitivo, però, è tutt’altro che equilibrato. Con il 94% del segmento principale in mano a un solo attore, il margine di manovra per chi arriva adesso si restringe parecchio. Gli occhiali AR rappresentano il terreno dove la partita è ancora aperta, ma i volumi attuali dicono che quella fase del mercato deve ancora cominciare sul serio.
Fonte: TecnoAndroid








