C’è una vicenda che riguarda Siri e che si sta chiudendo con un assegno in tasca per una parte dei possessori di iPhone negli Stati Uniti. Ad maggio Apple ha accettato di versare 250 milioni di dollari, circa 230 milioni di euro, per chiudere una class action americana legata al lancio ritardato di Siri AI. Chi rientra nei criteri potrà incassare fino a 100 dollari. E adesso arriva la novità che sblocca tutto: un giudice ha dato il via libera preliminare all’accordo, come indicato in un documento depositato in tribunale il 17 luglio.
Attenzione però, perché non c’è ancora nessun sito ufficiale dove presentare la richiesta. Potrebbero volerci mesi prima che gli aventi diritto possano iniziare a compilare i moduli. In pratica, al momento non serve muoversi. Chi ha comprato uno dei modelli coinvolti non deve fare assolutamente niente, se non tenere gli occhi aperti sugli aggiornamenti.
Perché Apple è finita in tribunale
Tutto parte da giugno 2024, quando Apple ha mostrato in anteprima le nuove funzioni di Siri alimentate da Apple Intelligence. Roba interessante sulla carta: comprensione del contesto personale dell’utente, consapevolezza di quello che c’era sullo schermo, controlli più profondi app per app. Nella dimostrazione si vedeva una persona che chiedeva a Siri informazioni sul volo della madre e sui piani per il pranzo, con l’assistente capace di pescare i dati dalle app Mail e Messaggi.
Quelle funzioni sono finite ovunque: presentazioni di prodotto, sito ufficiale, perfino uno spot televisivo con l’attrice Bella Ramsey. Poi, a marzo 2025, la doccia fredda. Apple ha rinviato il lancio della versione personalizzata di Siri, e da lì è scattata la causa collettiva per pubblicità ingannevole.
In una dichiarazione l’azienda ha ricordato le altre funzioni di Apple Intelligence già uscite, ma ha comunque scelto di chiudere la partita per “restare concentrata” sul portare “prodotti e servizi più innovativi” agli utenti. Il capitolo si è poi riaperto con l’annuncio ufficiale di Siri AI al WWDC 2026 il mese scorso. L’assistente rinnovato è già provabile nella beta per sviluppatori di iOS 27, con una beta pubblica prevista per questo mese. Il rilascio di iOS 27 dovrebbe arrivare a settembre, e in quel momento Siri AI sarà disponibile per tutti gli utenti con iPhone 15 Pro o modelli più recenti.
Chi ha diritto al pagamento e quanto arriva
Per presentare una richiesta bisogna risiedere negli Stati Uniti e aver comprato un iPhone 15 Pro oppure un qualsiasi iPhone 16 tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025. Ecco l’elenco completo dei modelli ammessi: iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max, iPhone 16, iPhone 16e, iPhone 16 Plus, iPhone 16 Pro e iPhone 16 Pro Max.
È probabile che chi presenta la domanda non debba più possedere fisicamente il dispositivo. Potrebbe però servire una prova d’acquisto o altre informazioni, tipo il numero di serie. I requisiti precisi verranno spiegati sul sito dedicato, che ancora non esiste.
Sul fronte cifre: ogni persona che presenta una richiesta valida riceverà circa 23 euro. Questa somma però può salire fino a sotto i 90 euro, se il numero totale di domande sarà più basso del previsto. Meno richieste, insomma, più soldi per chi la fa.
Nei prossimi mesi dovrebbe andare online il sito con il modulo per la richiesta. Gli aventi diritto verranno avvisati via email entro circa 45 giorni dall’approvazione preliminare dell’accordo. E anche chi non riceve nessuna comunicazione ma risiede negli Stati Uniti e ha acquistato uno dei modelli indicati nelle date giuste, resta comunque idoneo se rispetta i criteri.


