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Qualcosa si muove sul fronte del design di Samsung Galaxy S27 Ultra, e per una volta non si parla di ritocchi cosmetici: alcune domande di brevetto depositate dall’azienda coreana mostrano un pieghevole con un modulo fotografico orizzontale, una barra che ricorda molto da vicino quella dei Pixel di Google. Il che significherebbe archiviare la disposizione verticale delle lenti, quella che Samsung stessa ha definito di recente parte della propria “identità di base”.
Vale la pena ricordare quanto quella scelta stilistica sia radicata. La fila verticale di obiettivi si trova praticamente su tutto il catalogo, dal pieghevole di punta che supera i 1.700 euro fino all’entry level da un centinaio di euro. C’è chi la considera la soluzione più anonima possibile per uno smartphone, ma va riconosciuto a Samsung un merito: la coerenza. Un linguaggio visivo riconoscibile a metri di distanza, unito a una qualità costruttiva che raramente delude.
Un brevetto non è un prodotto
Prima di immaginare rendering e date di lancio, serve una dose di realismo. I brevetti sono documenti scivolosi, pieni di zone d’ombra: un’idea depositata oggi può arrivare sul mercato entro sei mesi, oppure dopo sei anni, oppure non arrivare mai. Nel caso specifico, le immagini raffigurano un dispositivo pieghevole, quindi collegare il tutto a Galaxy S27 è un salto logico piuttosto azzardato. Il contesto più ampio delle domande, poi, non è stato reso pubblico, e questo lascia ancora più margine di incertezza.
Curiosità storica: Samsung questa strada l’aveva già percorsa. La serie Galaxy S10 adottava una disposizione orizzontale delle fotocamere, poi abbandonata in blocco a favore dell’attuale schema verticale. Un ritorno alle origini, dunque, più che un’invenzione dal nulla.
Il vero nodo si chiama Qi2
Al di là del gusto personale, c’è una ragione tecnica molto concreta per cui questo cambio di rotta avrebbe senso, e riguarda lo standard Qi2. È proprio la geometria attuale del comparto fotografico a complicare l’adozione piena della ricarica wireless magnetica sui Galaxy, un tema che parte del pubblico tende a sottovalutare. L’intero mercato degli accessori per la ricarica senza fili si sta allineando su quello standard, e chi possiede un telefono Samsung finisce per restare ai margini della festa.
Il problema si presenta su due fronti. Da un lato l’impossibilità di sfruttare questi accessori senza infilare una cover dedicata, dall’altro un limite più banale ma fastidioso: portafogli magnetici, power bank e supporti finiscono per appoggiarsi sopra le lenti. Samsung, di fatto, è costretta a progettare accessori su misura per aggirare un ostacolo che si è creata da sola. Il piccolo power bank magnetico distribuito insieme a Galaxy Z Fold 8 è l’esempio perfetto: un oggetto che esiste solo perché il design lo rende necessario, e che comunque riesce a coprire parzialmente una fotocamera.
Aspettative da tenere basse
Nulla, in questi documenti, suggerisce una svolta imminente. Anzi, l’impressione è che un cambiamento di questo tipo non arriverà nel corso del prossimo anno, e i titoli entusiastici in circolazione rischiano di raccontare una storia diversa da quella reale. Serve qualcosa di più solido di un deposito brevettuale prima di dare per fatto l’abbandono della fila verticale di fotocamere.
Nel frattempo il resto del catalogo continua a muoversi: si parla di un Galaxy Z Fold 9 ancora più largo, pensato specificamente per la visione dei video, mentre il teardown di Galaxy Z Fold 8 ha confermato la resistenza della nuova forma allungata alle prove di flessione, mostrando l’uso del titanio e un posizionamento della bobina di ricarica tutt’altro che ottimale. Sul fronte audio, invece, l’azienda sta lavorando a delle cuffie over ear destinate ad affiancare la gamma Galaxy Buds.










