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Le nuove lavatrici Bespoke AI che Samsung porterà a IFA 2026 raccontano una storia piuttosto chiara, fatta di cestelli più capienti e consumi che restano fermi dove sono. La fiera di Berlino, ora nel pieno, ospita due modelli inediti nello stand allestito presso l’Humboldt Carré, dove l’azienda coreana si presenta anche nel ruolo di main sponsor ufficiale dell’IFA Creator Hub. Il primo dei due punta su un obiettivo che Samsung insegue ormai da qualche edizione, cioè spingere l’efficienza energetica oltre il limite raggiunto l’anno precedente. Vale la pena ricordare il percorso, perché aiuta a capire quanto sia diventata metodica questa rincorsa. A IFA 2024 il riferimento era un modello con efficienza superiore del 55% rispetto alla soglia minima della classe A, nel 2025 si è passati al 65%, e adesso tocca a una macchina da 10 kg che promette di arrivare al 70%.
Dieci chili di bucato e consumi che non salgono
Il salto rispetto al modello precedente si legge su due colonne. Da una parte la capacità, che passa da 9 a 10 kg, dall’altra l’efficienza, che nei test interni condotti da Samsung tocca quota 70,2% in più rispetto al requisito minimo previsto per la classe A. Detta in modo semplice, entra più roba nel cestello e la bolletta non se ne accorge.
Il risultato, secondo quanto spiegato dall’azienda, non arriva da un singolo intervento miracoloso ma da tre lavori portati avanti in parallelo. Un motore rivisto e reso più efficiente, una gestione termica ottimizzata, e poi i cicli di lavaggio, ridisegnati per ottenere lo stesso risultato consumando la medesima quantità di energia. È il tipo di ottimizzazione che raramente fa notizia da sola, ma che messa insieme sposta la lancetta di parecchio. La logica che guida tutta la gamma di lavatrici è del resto sempre quella, cioè aumentare il carico gestibile senza far lievitare i consumi, evitando il compromesso classico tra capienza ed efficienza energetica.
Tredici chili in una lavatrice di misura standard
Il secondo modello cambia obiettivo e punta tutto sullo spazio interno. Tredici chili di carico, un numero che di solito fa pensare a macchine da lavanderia condominiale, racchiusi però in dimensioni assolutamente normali, ovvero 600 x 850 x 600 mm. Che poi è la misura con cui devono fare i conti quasi tutte le case europee, dove il vano per la lavatrice è quello e non si allarga.
Il merito è della tecnologia SpaceMax, che Samsung utilizza per ridurre lo spessore delle pareti interne del cestello e recuperare volume utile senza toccare l’ingombro esterno. Un lavoro di millimetri, sostanzialmente, che si traduce in capacità di carico aggiuntiva. Il vantaggio pratico è immediato per chi vive in appartamento, perché la macchina si infila nello stesso spazio di prima, in lavanderia come in bagno o in cucina, ma permette di gestire carichi molto più consistenti. Meno lavaggi a settimana, in sostanza, con tutto quello che ne consegue in termini di tempo e di energia complessiva spesa.
La scelta di Berlino come palcoscenico ha il suo motivo. La fiera tedesca è diventata negli anni il luogo dove Samsung mette in vetrina i propri progressi sul fronte dell’elettrodomestico intelligente, e la gamma Bespoke AI è ormai il contenitore principale di questa strategia. Quest’anno l’azienda affianca alla presenza espositiva anche il ruolo di sponsor principale dell’IFA Creator Hub, lo spazio dedicato ai creatori di contenuti, segnale di quanto il pubblico di riferimento per questi prodotti si stia allargando oltre il tradizionale visitatore di settore.










