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Robert De Niro conquista Netflix: L’uomo dei sussurri n.1 in 57 Paesi

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Robert De Niro è tornato su Netflix con L’uomo dei sussurri. Un thriller su un serial killer che in appena ventiquattro ore ha scalato la classifica mondiale della piattaforma, arrivando al primo posto in 57 Paesi. Il film, adattamento del romanzo The Whisper Man di Alex North pubblicato nel 2020, è uno dei titoli più attesi del catalogo per questo 2026 e ha confermato una regola che ormai si ripete con una certa costanza: quando c’è il nome di De Niro sulla locandina, il pubblico clicca.

La regia è di James Ashcroft, la durata poco meno di due ore, un’ora e cinquantuno minuti per la precisione. Accanto a De Niro ci sono Michelle Monaghan e Adam Scott, quest’ultimo nei panni del protagonista assoluto della storia. Il risultato in classifica è arrivato praticamente subito, senza bisogno del solito passaparola di qualche giorno.

La trama del thriller che ha conquistato Netflix

Al centro c’è Tom Kennedy, scrittore di romanzi polizieschi interpretato da Adam Scott, che si sta ancora rimettendo in piedi dopo la morte della moglie quando gli crolla addosso un secondo colpo, molto peggiore del primo. Il figlio Jake, otto anni, sparisce nel nulla e tutto lascia pensare a un rapimento. Disperato, Tom si rivolge all’unica persona che potrebbe davvero aiutarlo, suo padre Pete, poliziotto in pensione con cui non parla da anni. Il ruolo, ovviamente, è di Robert De Niro.

Padre e figlio iniziano a indagare insieme e si accorgono presto che il caso somiglia in modo inquietante a un’altra vicenda, quella del serial killer di bambini Frank Carter, interpretato da Michael Keaton. Un uomo che Pete aveva arrestato anni prima e che da allora si trova in carcere. Che dietro la scomparsa di Jake ci sia un imitatore o qualcosa di completamente diverso, il punto resta lo stesso: il bambino è in pericolo di vita, e il tempo stringe. C’è chi ha tirato in ballo il paragone con Seven, il che rende bene l’idea del tono cupo che attraversa tutta la vicenda.

Numeri altissimi, giudizi molto più freddi

Il successo in classifica, però, non si è tradotto in entusiasmo da parte della critica. Su Rotten Tomatoes il film si ferma al 42% di giudizi positivi, e la cosa curiosa è che il pubblico ha dato esattamente lo stesso voto. Un pareggio che racconta bene la distanza fra la curiosità iniziale, spinta dal cast e dalla promozione, e la soddisfazione reale di chi arriva ai titoli di coda.

Non è la prima volta che succede con un progetto Netflix legato a Robert De Niro. Circa un anno e mezzo fa l’attore aveva debuttato sulla piattaforma con la sua prima serie da protagonista, la miniserie thriller in sei episodi Zero Day, accolta con tiepidezza sia dalla stampa specializzata sia dagli spettatori, con valutazioni appena sufficienti su Rotten Tomatoes. Anche in quel caso, però, il richiamo del nome aveva funzionato benissimo e la serie era finita rapidamente in cima alla classifica.

Il meccanismo si è ripetuto identico con questo nuovo thriller, che ha bruciato le tappe e si è preso il vertice del top mondiale in un solo giorno. Un film di genere costruito su una struttura classica, il rapimento di un bambino, un vecchio caso irrisolto che torna a galla, un rapporto familiare spezzato da ricucire mentre le ore passano. La presenza di Michael Keaton nel ruolo del killer aggiunge peso a un cast già solido, dove Michelle Monaghan completa il quadro dei protagonisti.

Il romanzo di Alex North da cui è tratto era uscito nel 2020 e aveva già una sua fama nel filone del thriller psicologico. Ashcroft lo ha portato sullo schermo mantenendo l’atmosfera opprimente del libro, con il piccolo Jake sparito nel nulla e due generazioni di uomini costretti a collaborare per ritrovarlo.

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