Reticulum è il nome che sta circolando tra gli appassionati di reti quando si parla di comunicazioni capaci di sopravvivere anche senza Internet. Diamo troppo spesso per scontato che la rete globale sia sempre lì, pronta all’uso, eppure i down che segnaliamo di continuo raccontano un’altra storia. Basta osservare le reazioni degli utenti quando la connessione salta all’improvviso, molti vanno letteralmente nel panico. E allora la domanda sorge spontanea, cosa succederebbe con un blackout serio, un disastro naturale o un guasto esteso alle infrastrutture? Proprio da questi scenari nasce l’interesse verso le cosiddette reti post-Internet.
Cosa sono le reti che funzionano senza la rete globale
Si tratta, in sostanza, di sistemi progettati per continuare a funzionare anche quando la rete che tutti conosciamo non è più raggiungibile. E tra le proposte più curiose spunta appunto Reticulum, uno stack di rete open source pensato per costruire comunicazioni completamente decentralizzate e protette da crittografia. L’idea di fondo è tanto semplice quanto potente. Niente server centrali, niente dipendenza dalla rete globale. Ogni nodo può inoltrare i dati agli altri, dando vita a una rete distribuita che si adatta ai collegamenti effettivamente disponibili in quel momento.
Ma come funziona davvero, nella pratica quotidiana? Con un sistema del genere, computer, modem radio e altri dispositivi possono continuare a scambiarsi informazioni anche senza connessioni tradizionali. Per capirlo meglio aiuta una dimostrazione recente, durante la quale il progetto è stato messo alla prova insieme a un modem HF, cioè una radio che trasmette sulle onde corte. Sono quelle frequenze capaci di coprire centinaia o addirittura migliaia di chilometri sfruttando la riflessione sulla ionosfera, un fenomeno che i radioamatori conoscono bene da decenni.
Il test con la radio e le comunicazioni in chiaro
C’è però un dettaglio non da poco. Nella maggior parte dei Paesi la crittografia è vietata sulle frequenze radioamatoriali. Per questo motivo il test è stato eseguito collegando il modem a un carico fittizio invece che a un’antenna vera, così da evitare qualsiasi trasmissione nell’etere. Una precauzione tecnica che permette di provare il sistema senza infrangere le regole.
Lo stesso software, chiamato modem73, consente comunque anche comunicazioni in chiaro, perfettamente in linea con le normative e più che sufficienti per creare delle BBS. Chi ha qualche anno in più sulle spalle le ricorderà bene, erano le storiche bacheche elettroniche, una delle prime forme di comunità online prima che Internet diventasse quello che è oggi.
I vantaggi di un approccio simile non sono difficili da immaginare. Reticulum potrebbe rivelarsi davvero utile negli scenari di emergenza, quando l’infrastruttura tradizionale va in tilt e serve comunque un modo per restare in contatto. Non solo. Una rete indipendente e decentralizzata può trasformarsi in una specie di laboratorio, un posto dove sperimentare modelli di comunicazione meno legati alle grandi piattaforme che oggi controllano gran parte del traffico. Difficilmente andrà a sostituire Internet nel breve periodo, questo va detto con onestà. Però dimostra qualcosa di importante, ovvero che esistono alternative concrete per tenere vive le comunicazioni anche quando l’infrastruttura classica non risponde più.


