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Red Queen Bio: anticorpi con l’AI contro le armi biologiche

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Si chiama Red Queen Bio ed è una giovane startup che ha scelto di muoversi su un terreno tanto delicato quanto urgente, quello della biosicurezza guidata dall’intelligenza artificiale. Il suo obiettivo è progettare farmaci a base di anticorpi in grado di contrastare agenti patogeni pericolosi, comprese quelle minacce che potrebbero nascere proprio grazie agli strumenti di AI. Detto in modo più diretto, la società vuole usare la stessa tecnologia che in teoria potrebbe aiutare a creare un’arma biologica per costruire le difese contro di essa.

Alle spalle del progetto c’è un nome che pesa parecchio nel settore. Red Queen Bio è infatti sostenuta da OpenAI e finora ha raccolto 36 milioni di dollari, circa 31 milioni di euro al cambio attuale. Una cifra di tutto rispetto per una realtà che opera in un ambito così specifico, dove ricerca farmaceutica e sicurezza globale finiscono per sovrapporsi quasi completamente.

Una startup nata per giocare d’anticipo

Il cuore della questione sta tutto in un paradosso che chi si occupa di biosicurezza conosce bene. I modelli di intelligenza artificiale diventano ogni anno più capaci di lavorare con dati biologici complessi, e questo apre possibilità enormi per la medicina. Allo stesso tempo però la medesima potenza di calcolo potrebbe finire nelle mani sbagliate e contribuire alla progettazione di armi biologiche più sofisticate rispetto al passato.

Red Queen Bio parte esattamente da qui. Invece di limitarsi a osservare il problema, la startup punta a sviluppare contromisure concrete, cioè molecole terapeutiche pensate per neutralizzare i patogeni, sia quelli già noti sia quelli che potrebbero emergere in futuro con l’aiuto dell’AI. Un approccio che somiglia molto a una corsa continua per restare almeno un passo avanti rispetto alle possibili minacce.

Il fatto che dietro ci sia OpenAI rende la vicenda ancora più interessante. L’azienda è tra i protagonisti principali nello sviluppo dei grandi modelli linguistici e il suo coinvolgimento in un progetto dedicato alla difesa biologica lega in modo diretto i due lati della medaglia, quello di chi costruisce strumenti di intelligenza artificiale sempre più potenti e quello di chi deve occuparsi dei rischi che possono derivarne.

Anticorpi progettati con l’intelligenza artificiale

Per capire la portata del lavoro di Red Queen Bio conviene fare un passo indietro e ricordare cosa sono gli anticorpi. Si tratta di proteine che il sistema immunitario produce per riconoscere un agente estraneo, come un virus o un batterio, e bloccarlo. Da tempo la medicina li utilizza anche come farmaci veri e propri, perché permettono di colpire un bersaglio preciso con grande efficacia.

Progettarli però non è affatto semplice. Trovare la molecola giusta per un determinato patogeno richiede solitamente molto tempo e un numero notevole di tentativi in laboratorio. È proprio in questa fase che l’intelligenza artificiale può fare la differenza, aiutando i ricercatori a esplorare in fretta un numero enorme di possibili soluzioni e a concentrarsi su quelle più promettenti.

La logica di Red Queen Bio è quindi quella di mettere la tecnologia al servizio della prevenzione, costruendo un arsenale terapeutico capace di rispondere anche a minacce che oggi non esistono ancora. Con i 36 milioni di dollari già raccolti e il sostegno di OpenAI, la startup ha ora le risorse per portare avanti la progettazione di farmaci a base di anticorpi contro i patogeni, incluse le armi biologiche sviluppate con l’aiuto dell’AI.

Fonte: TecnoAndroid

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