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Raspberry Pi OS: dock stile macOS e nuovo launcher grafico

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Raspberry Pi OS cambia volto e lo fa prendendo in prestito qualche idea da macOS, con una dock che compare in basso e un nuovo modo di lanciare i programmi. L’aggiornamento è arrivato nelle scorse ore, è facoltativo, e la filosofia di fondo resta la stessa di sempre: rendere il sistema più bello e più comodo senza appesantirlo, perché su schede da poche decine di euro ogni megabyte di memoria conta.

La novità più visibile è proprio la dock, che può sostituire completamente la taskbar attuale oppure convivere con essa, a seconda di come è abituato a lavorare chi usa la scheda. Non è un semplice vezzo estetico, perché attorno a questo elemento la società inglese ha costruito due widget pensati appositamente per sfruttarlo. Il primo funziona da launcher grafico delle applicazioni, il secondo è un ibrido tra avvio rapido e gestione del multi tasking, con l’elenco dei programmi aperti mostrato tramite icone.

Il nuovo launcher prende il posto del vecchio menu

Basta un clic sull’icona del lampone presente nella dock per aprire il launcher, che manda in pensione il classico menu usato fino a oggi per avviare i programmi. La schermata mostra tutte le applicazioni installate sotto forma di icone, ordinate alfabeticamente, con la possibilità di riorganizzarle come si preferisce trascinandole con un semplice drag & drop. Chi ha una decina di strumenti usati quotidianamente può quindi metterli in cima e dimenticarsi della sequenza automatica.

Il funzionamento è quello che si aspetterebbe chiunque abbia usato un tablet o uno smartphone. Clic singolo per aprire l’applicazione selezionata, clic destro per richiamare i menu contestuali, oppure pressione prolungata sui dispositivi dotati di touchscreen, che sui progetti fatti in casa con i Raspberry Pi sono tutt’altro che una rarità. C’è anche una barra di ricerca integrata, utile per pescare al volo un programma o un’utility senza dover scorrere tutto l’elenco, soprattutto quando la lista delle app installate comincia a diventare lunga.

Screenshot più curati e uno sfondo che consuma meno

Oltre alla parte più scenografica, l’aggiornamento tocca anche alcuni dettagli pratici. Sono state riviste le finestre di dialogo per la cattura degli screenshot, quindi salvare un’immagine dello schermo diventa un’operazione meno spartana rispetto a prima. La modifica più interessante sotto il cofano riguarda invece il renderer dello sfondo, che ora si affida a swaybg, un componente noto per essere particolarmente leggero e parsimonioso nell’uso della memoria.

È un cambiamento che passa inosservato su una configurazione recente e ben dotata di RAM, ma che si nota eccome sui modelli più economici e meno carrozzati della famiglia. Su quelle schede ogni risorsa liberata si traduce in un desktop che risponde meglio, e questa è storicamente la linea seguita dal team: aggiungere funzioni senza far pagare il conto in termini di fluidità.

Un aggiornamento che si può anche ignorare

Vale la pena ribadire che l’installazione non è obbligatoria. Chi si trova bene con la taskbar tradizionale e con il menu a tendina di sempre può restare esattamente dov’è, senza perdere nulla. Chi invece vuole provare la nuova interfaccia troverà un ambiente più moderno, più vicino nell’aspetto a quello dei sistemi desktop commerciali, ma costruito con gli stessi criteri di leggerezza che hanno reso Raspberry Pi OS il riferimento per chi lavora con queste schede.

La combinazione tra dock, launcher a icone e gestione visiva delle finestre aperte ridisegna di fatto il modo in cui si naviga tra i programmi, spostando il baricentro dai menu testuali a un approccio tutto basato sulle icone.

Fonte: TecnoAndroid

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